Esperimento di auto pubblicazione e-book su Amazon

recensione amazon

Ci vuole un Novembre buio perché io mi decida a tentare di auto pubblicare un manuale di circa 30 pagine, che tratta un argomento di nicchia microscopica, sotto forma di e-book. Dopo la compilazione di decine di moduli, risposte false a domande senza senso, e dopo avere fornito anche il nome della madre del criceto che avevo a sette anni, riesco finalmente a caricare il file con i complimenti di Amazon.


Fisso il prezzo dell'e-book a 0,99 centesimi, perché ho letto un articolo scritto dal Guru del Guadagno su Internet che dice che è più facile vendere 10.000 libri a 0.99 che 1000 a 9.99. In fin dei conti è in vendita anche sull’Amazon giapponese: metti che un magnate di laggiù decida di acquistare 5.000 copie di un e-book sugli occhiali a fori stenopeici, scritto in italiano. A detta degli autori che raccontano le loro esperienze sui forum, può sempre capitare.
In due giorni vendo due copie. Il mio posto in classifica è circa 25.000esimo tra gli e-book venduti su Amazon Italia. Un’ulteriore vendita mi porta alla posizione 14.000.
Non sono un genio matematico, ma mi pare di capire che una sola copia venduta mi abbia fatto fare un bel salto in classifica: come diavolo le fanno, ‘ste classifiche? Che sia una generosa manovra d’incoraggiamento?
Decido di cavalcare subito l’onda del successo e scelgo i cinque giorni di promozione, durante i quali il mio libro sarà scaricabile gratuitamente: metto il link sulla mia pagina Facebook e mando qualche email agli amici e ai clienti che so essere interessati all’argomento.
Nei 5 giorni di promozione arrivo a circa 80 download e ottengo un paio di generose recensioni.
Finita la promozione, il mio e-book torna a 1,5 vendite settimanali e la sua posizione in classifica, che era arrivata a 900, precipita velocemente. Finché era gratis l'ho scaricato anch’io e scopro che l’impaginazione fa schifo e ci sono dei refusi. Sistemo quello che posso e qualche ricerca tra possessori di kindle mi tranquillizza: si sa che gli e-book sono un po’ così, persino alcuni distribuiti da grossi editori.
Non indago oltre, sperando che il mio, di editore, cui non ho ancora detto nulla di questa iniziativa ribelle, rimanga inconsapevole.
Ho guadagnato ben 1,87 euro in dieci giorni ma non posso dire di avere imparato molto sul mondo degli e-book e su come si diventi dei famosi autori fai-da-te. Scavo perciò tra i file del mio computer e trovo una raccolta di lettere che avevo scritto da Londra. Una volta tornata a casa, l’entusiasmo dei lettori era stato così incoraggiante che mi ero spinta a raccogliere le lettere in un unico file, per poi abbandonare tutto nella cartella dei “progetti improbabili”.
Rielaboro il testo, taglio, passo tutto al correttore automatico che non fa una piega, dimentico di impaginarlo e lo carico in quattro e quattr’otto, questa volta con una copertina autoprodotta, che qua siamo artisti, mica si scherza: ho giusto trovato la foto sfuocata del soprammobile di un mio amico che sembra fatta apposta.
Oramai sono esperta: attivo subito l’opzione dei 5 giorni di download gratuito, metto un link su Facebook, sui miei blog, faccio un po’ di spam.
Per chi si autopubblica, gli amici, i parenti, i nemici e i conoscenti sono lo zoccolo fondamentale, l’anima dell’inizio del commercio, così dicono i guru del settore: quindi io scrivo a tutti quelli che avevano già letto le lettere, annunciando giuliva: “Guarda che c’è: sorpresa!” e riuscendo a scatenare entusiasmi, che neanche una medusa appesa ad essiccare.
Nei 5 giorni d'offerta ottengo circa 500 download, un numero che va ben oltre i miei contatti diretti. La Pregiata Opera si piazza al secondo posto tra gli e-book gratuiti più scaricati, davanti a Cuore, Pinocchio, Terzani e molti altri autori famosi. Mi batte solo la Littizzetto.
Comincio però a chiedermi quanti siano realmente gli italiani che scaricano un e-book, visto il numero comunque esiguo di download e la mia posizione in classifica: Italo Svevo (sempre gratis) si trova ben 90 posizioni dietro la mia e la cosa non riesce a esaltarmi come dovrebbe.
Nel frattempo perdo una decina di contatti Facebook, mentre altri mi scrivono che non hanno il Kindle e non sanno che l’applicazione di lettura Kindle si scarica su qualunque dispositivo. Cerco di spiegarlo, ma incontro una certa diffidenza ottusa, mentre vengo anche a sapere che alcuni “Non scaricano niente da internet”, altri non hanno un account Amazon e non intendono farlo, altri ancora hanno scaricato il libro e vorrebbero scrivere una recensione, ma non ci riescono.
Dopo faticose ricerche capisco che per scrivere una recensione è necessario avere un account Amazon da cui sia stato fatto un acquisto, ovviamente con carta di credito.
Provo a scaricare il mio libro e a scrivermi una recensione da sola: Amazon mi becca istantaneamente e mi tira una bacchettata virtuale sulle dita come una vecchia maestra bigotta. Provocata, cambio computer, creo un account falso, compro l'altro mio ebook, scarico questo gratis e provo a scrivermi una recensione. Questa volta Amazon trattiene a stento una pernacchia: mi ha lasciato fare l’acquisto, ma ha riconosciuto la carta di credito e non mi consente di pubblicare la recensione.
Ci rinuncio, nei forum c’è chi dice che la mannaia della giustizia di Amazon si può abbattere su di te in qualunque momento, specialmente se provi a scriverti una recensione da solo.
In altri forum però c’è anche scritto che le recensioni si possono comprare.
Vado a vedere il link del sito americano che vende “likes”, “fans” e recensioni positive su qualunque piattaforma: 3 recensioni da account verificati costano 70 euro. Peccato, se fossero costate 1,87 euro le avrei comprate subito.
Mi accontento di studiare le recensioni altrui: alcuni e-book auto pubblicati ne hanno centinaia e al tempo stesso si trovano in una posizione della classifica che io so già essere indice di vendite uguali a zero. Forse si tratta di gente fortunata con famiglie numerose e informatizzate. Io per il momento ho potuto contare soltanto su mio fratello: gli ho spedito il link e intimato di scrivere una recensione. Lui è un tipo preciso: rilegge la raccolta di lettere velocemente, pubblica una recensione breve e vivace, ma mi mette solo 4 stellette.
- ’A fedifrago, perché non 5? -
- Perché le regole sulle recensioni di Amazon dicono che i familiari non possono scrivere recensioni a 5 stelle e poi perché hai scritto che sono più peloso di una scimmia, quindi 5 stelle non te le davo lo stesso. -
Le dinamiche tra parenti sono sempre delicate e le regole di Amazon incredibilmente astute, perbaccolina: non si scampa.
Intanto la promozione finisce e l’e-book vende più di 60 copie in una settimana, arrivando a metà della Top 100 bestsellers.
In un solo Sabato vendo ben 30 copie, ma a mezzanotte suona il rintocco, e compare la prima recensione negativa. E’ molto rabbiosa, viene da un account che non ha scaricato il libro: sono razzista, rappresento il peggio della mediocrità italiana e con me tutti quelli che mi hanno recensito positivamente. Sono anche praticamente analfabeta.
Quest’ultima cosa mi rigira il coltello nella piaga dell’editing: avevo deciso che non avrei speso un solo minuto in più a controllare quel testo messo in vendita a quel prezzo, ma riconosco che leggere incappando in errori di battitura, sintassi o svirgolate è come farsi trascinare da una canzone ed essere traditi da una stecca improvvisa del cantante; una sensazione dolorosa che non si dovrebbe mai provocare, né per arte, né per arroganza.
Ripasso quindi il file col correttore di testo che non reagisce. Mi accorgo che il programma correzione di testo del mio Word non funziona: è settato sulla lingua inglese e per quanto imposti quella italiana, fase in cui diventa pedantissimo anche sulle virgole, torna alla modalità lingua inglese ad ogni parola straniera che accetto.
Aggiorno il file, dopo ore di lotta sfinente. Faccio anche una copertina nuova. Ma nel frattempo sono precipitosamente uscita dalla Top 100 e le vendite si riducono di due terzi. Non sono più in vetrina e a meno di non sapere come mi chiamo, divento invisibile al pubblico di Amazon.
Mi accorgo anche di una cosa nuova: si può cliccare su “recensione utile” oppure “recensione inutile” sotto ogni recensione, e qualcuno si è preso la briga di farlo, bollando come “non utili” tutte le recensioni positive e accurate che ho. Mi sembra una cosa un po’ da beghini, ma scopro che questa è usanza comune, specialmente tra le recensioni degli e-book auto pubblicati.
Arriva anche un messaggio video sul mio canale di youtube: è stato inviato da un account che non ha nessuna attività e ha lo stesso nome del recensore arrabbiato. Il video è volgare, violento e raggiunge lo scopo: comincio ad avere voglia di togliere quel libro da Amazon.
Altre recensioni negative si aggiungono, ma questa volta l’e-book non si muove più di tanto: rimane ai primi posti delle classifiche di genere e a qualche centinaio di posti dalla top 100.
Mentre continuo a studiare il mondo delle recensioni in generale, mi accorgo che quasi tutti gli e-book autopubblicati hanno recensioni entusiaste o terribilmente stroncanti, la via di mezzo è rara. Mi accorgo anche che alcuni autori indie hanno recensioni a una o due stelle che in realtà sono molto positive e mi chiedo il perché: forse si tratta di trucchi per diluire nel numero le recensioni davvero negative. Col gioco “utile” e “non utile” si rendono più visibili certe recensioni rispetto ad altre, soprattutto nella finestra in cui appare il confronto tra quella positiva più utile e quella negativa più utile.
Immagino che tutto questo traffico serva a vendere di più, perciò chiedo a un mio amico di scrivermi una recensione positiva che abbia solo due stellette. Funziona: ora la recensione positiva più utile che ho dice: “fighissimo!” e quella negativa più utile dice: “una figata!”.
Comincio a sentirmi un po' cretina ma ho ancora molto da imparare. Mentre l’e-book più o meno continua a vendere 20 copie a settimana, scompaiono tre recensioni: quella più dettagliata e ben scritta che ho, quella a 4 stelle, ma simpatica, di mio fratello, e quella “ribassata” a due stellette. Se la recensione “ribassata” è effettivamente un imbroglio, quella di mio fratello è legittima e l’altra è assolutamente e meravigliosamente autentica: mi dispiace che sia sparita dalla mia vita.
Scrivo ad Amazon per chiedere spiegazioni: rispondono sempre entro 12 ore, sono precisissimi.
In questo caso rispondono che non possono rispondermi.
Sempre più smontata, chiedo a mio fratello di scrivere ad Amazon, in quanto recensore tarpato e distrutto dal dolore. Dopo poche ore tutte e tre le recensioni ricompaiono magicamente senza che sia spiegato nulla a nessuno.
Amazon si dichiara sempre molto attenta nel valutare le recensioni e su questo non ho dubbi, ma mi pare strano che perda tempo a spulciare proprio tra le mie. Così mi viene l’idea di esporre il caso ai siti americani che vendono recensioni garantite e che mi forniscono una spiegazione, immediata e gratuita: per indurre Amazon a eliminare una recensione, positiva o negativa che sia, è sufficiente avere il tempo e la pedanteria per fare un certo trucchetto che non spiegherò nel dettaglio. Per una cifra promozionale l'azienda si offre di far eliminare tutte le mie recensioni negative nel giro di 24 ore.
Tra il video stalking, la guerra di click, il gioco complicato delle recensioni e il magnate nipponico che per il momento si è fermato all’acquisto di una sola copia, in un mese ho guadagnato circa 60 euro. Sui forum si mormora che sia già un gran guadagno, per un autopubblicante italiano.
Abbandonato l'ebook al suo destino, il giorno di capodanno la sua posizione in classifica è la seguente:


che risente positivamente di qualche vendita natalizia, ma che corrisponde a 3 unità vendute nello stesso giorno.
Concludendo, penso che in Italia il numero di lettori di e-book sia esiguo. Sandrone Dazieri aveva già dichiarato qualcosa di simile tempo fa, ma tutti avevano risposto sostenendo che la lettura digitale è in crescita perché le vendite degli e-reader sono in aumento, come se le due cose fossero davvero collegate. A distanza di un anno continuo a notare che questo è un mercato trascurato dagli editori italiani e comincio a sospettare che lo sia di proposito, per motivi non proprio legati all'arte e alla nobiltà.

- Per gli update ho aperto qui sotto una sezione "Aggiornamenti", che rivedo periodicamente.
- Chi volesse leggere gratuitamente qualcosa del libri citati, che si intitolano rispettivamente: "Il Metodo Bates & gli occhiali a fori stenopeici: l'Investigatore Toponi risponde" e "Lettere da Londra underground", può usare l'anteprima di Amazon oppure leggere i brani inseriti in: http://vadociao.blogspot.it e http://psicologiaesocieta.blogspot.com

Aggiornamenti

- La classifica di Amazon è generata da un complicato rapporto tra numero di acquisti x tempo da cui il libro è in vendita x numero di recensioni. In realtà ci sono strani malfunzionamenti: a volte in seguito dell'acquisto di una copia un libro scala vette di classifica incredibili, altre non si muove, altre addirittura scende, senza che questo sia collegato alle vendite generali di Amazon. Il top è stato con la versione inglese del libro di nicchia, che è listato in un limbo incomprensibile e che pur vendendo da più di un mese più di ogni altro mio libro, è sceso alla posizione 190.000 in classifica per poi balzare a 10.000 improvvisamente, un giorno in cui non aveva venduto nulla.
Ciò mi porta a supporre che l'aggiornamento delle classifiche dei libri non sia una delle priorità di Amazon. Altra cosa curiosa: a volte risultano venduti dei miei libri, ma Amazon non mi specifica quali.

- La versione inglese del libro di nicchia vende esattamente il doppio della versione italiana, nonostante abbia molta più concorrenza di titoli. Traducendo: il mercato in lingua anglosassone è decisamente più attivo e redditizio. Anche le recensioni da parte dei lettori di lingua inglese sembrano essere più accurate, oltre che più generose: ho visto ebook avere più di 10.000 recensioni e ancora conservare le 5 stelle. Non riesco ad immaginare libro che in Italia potrebbe tenere una simile media, soprattutto se di successo.

- Le proposte di promozione "del tuo e-book" di Amazon sono piuttosto aleatorie: il count down deal non funziona per Amazon Italia, quindi per chi scrive in italiano è inutile. I 5 giorni di download gratuito funzionano in termini di libri scaricati, ma mi pare di capire che chi scarica compulsivamente tutto ciò che è gratis, poi non legga molto e ancora meno lasci recensioni, quindi è un'opportunità relativa, sia in termini di notorietà che di classifica.

- Amazon paga con regolarità: i conteggi sono farraginosi (almeno dal mio punto di vista) e c'è un quantitativo di tasse non ben identificato, ma arrivano bonifici anche da 1,87. Si: è la rendita del magnate nipponico.

- Lieta che questo post abbia generato altri post apparentemente legati all'argomento. Dico apparentemente, perché menarla con i refusi e le copertine non professionali, come se fossero l'essenza di un libro, è fuorviante. Vorrei che chi si accanisce contro l'autopubblicazione gratuita di Amazon lo facesse anche contro quella a pagamento, invece sull'iniziativa "Il mio libro" di Feltrinelli non dice niente nessuno. A coloro che negli ultimi 6 mesi si sono scoperti guru dell'editoria e pontificano sull'editing, mi preme comunicare quanto segue: il librino che vi siete tentati prima di diventare maestri, pubblicato da casa editrice serissima quanto invisibile e rimasto invenduto, è comunque molto corretto dal punto di vista sintattico e grammaticale, solo che fa dormire in piedi e non dice nulla che non sia già stato detto da altri e in modi migliori. Se i contenuti di un libro non creano nessuna emozione, si possono anche limare gli angoli delle pagine a mano, ma la sostanza non cambia.
Il lettore digitale può cercare di capire se un e-book gli piace leggendo la sinossi e le prime pagine in visione gratuita: è più di quello che si può fare con i libri cartacei e molti altri prodotti costosi.

- A coloro che mi hanno scritto, e che ringrazio per la tenerezza e l'amicizia, suggerendomi varie soluzioni "editoriali", segnalo questo articolo di Scrittori in causa della mitica e preparatissima Carolina Cutolo, dove è ben spiegata la differenza (che sembra sfuggire a molti) tra l'editoria vera e il "print on demand". Personalmente non pagherei mai un centesimo per veder stampato un mio scritto. Ma se decidessi di farlo, chiederei a un comune tipografo: un libro di 100 pagine con la copertina a 4 colori costa solitamente 1,5 euro a copia.

- Sono andata avanti con gli esperimenti, i cui risultati sono pubblicati in altri post di questo blog: l'analisi sull'utilità del crowdfunding Indiegogo per sovvenzionare la realizzazione di un libro, si trova in questo post. Una testimonianza sull'esperienza con Smashwords e la pubblicazione di un libro gratuito su Amazon si trova qui

- All'inizio del 2016 l'ebook Lettere da Londra underground è stato acquisito dal gruppo Lit e pubblicato in formato cartaceo dalla casa editrice Ultra.

- Ringrazio Chiara Gallese per la segnalazione su http://kazetotomonisarinu.blogspot.it/2014/03/le-case-editrici-sono-garanzia-di.html e per l'articolo che ha scritto, pieno di riferimenti e che mi trova perfettamente d'accordo.

- Ringrazio Giulio Mozzi per la segnalazione su http://vibrisse.wordpress.com

- Ringrazio Antonella Cardone per la segnalazione su laboratoriopoliticabologna

- Ringrazio per i commenti che continuano ad arrivare e ne consiglio la lettura: la maggior parte contiene informazioni utili per chi è interessato all'autopubblicazione.

151 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie per l'info, si spacciano tutti per nuovi talenti e non dicono mai quanto vendono veramente...

Anonimo ha detto...

Il mio ha venduto praticamente zero. Comunque ci sono dei top recensori di Amazon che se gli regali il libro te lo recensiscono (forse).

Beta ha detto...

Resoconto veramente delizioso (nella forma, chiaro...)! :-)

Anonimo ha detto...

il problema degli autopubblicanti è che la qualità dei loro libri è sempre bassa (non ho letto il tuo, adesso lo scarico per curiosità), ma la qualità dei LETTORI è PEGGIO! Gli unici ebook che ha senso pubblicare su quella piattaforma sono i romanzetti rosa (tutti uguali) e le saghe horror (tutte uguali) :)

ape vasaia ha detto...

grazie del resoconto. ora non so se metterti un like, due stelle, cercare il tuo libro e farti le pulci sui refusi o vendere il mio pollice ai recensori mercenari. chissà quanto si guadagna, a vendere i propri giudizi :)

Marta Traverso ha detto...

Analisi molto interessante, che mi fa sorgere una domanda: il tuo amore per la scrittura come si è evoluto in mezzo a questo trambusto?

Alessandro Madeddu ha detto...

La classifica di Amazon risponde a criteri tutti suoi: tutti matti :)

Mi piacerebbe, prima o poi, provare l'esperimento... ma ci arrivate tutti prima di me!

Loredana de Michelis ha detto...

Mi aggiornano dicendo che le classifiche amazon sono fatte tramite algoritmo, che tiene conto innanzitutto delle vendite del momento associate in percentuale sconosciuta allo storico delle vendite precedenti e al periodo di presenza dell'articolo sulla piattaforma. La formula: VxS:P fattore K (sudorazione) costante. Grazie Ricky

Loredana de Michelis ha detto...

@ape, temo che per i giudizi e l'editing ci sia la fila. Ma ti segnalo un'attività di nicchia: recensioni negative provocatorie che inducono a scaricare l'ebook. C'è chi le ha, o almeno, ha provato a farsele, secondo me. Apri uno store!

Loredana de Michelis ha detto...

@Marta, credo che l'amore per la scrittura non debba risentire di uno studio di marketing sulla pubblicazione. Amazon è un negozio online, offre un'opportunità di studio su cosa e come si vende. Mi ha fatto venire voglia di leggere in digitale, cosa che non avevo quasi mai fatto, di scrivere questo post e di fare una manifestazione di protesta contro chi ha scritto le sinossi in italiano di alcuni libri di Stephen King. Meglio di così!

Rob N. Roll ha detto...

facci sapere quando ti pagano!

Anonimo ha detto...

Tu hai già pubblicato altri libri: perché non ti sei rivolta ad un editore invece di passare attraverso tutto questo? Ciao, Ferny.

LFK ha detto...

Ciao, molto interessante, anche se poco edificante. Facendo un esperimento bene o male nello stesso periodo, notai che la gente, principalmente, scarica ma non legge. Soprattutto anzi, direi solo) quando è gratis. Considera che io raggiunsi le vette della classifica più inflazionata (narrativa) con nemmeno 300 copie scaricate in pochi giorni (cinque, quelli della promozione) ricevendo solo 6 recensioni da amici con cui ero d'accordo e una negativa. In pratica l'unica persona che abbia "letto" il testo, che in realtà non esisteva. Quindi stiamo parlando ci quasi trecento download e una sola lettura, a meno che gli altri non abbiano considerato normale un testo con 345 pagine vuote.

L'auto pubblicazione è vista come qualcosa di grezzo, mai o quasi mai presa sul serio, proprio per via della pochezza dei testi venduti, a volte, a nche a 4,99 euro. E parlo di "romanzi" di 40 pagine. Di questo passo non avranno futuro né l'ebook, né l'auto pubblicazione.

Loredana de Michelis ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandra Gatti ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Alessandra Gatti ha detto...

Una vera odissea, però l'articolo è scritto bene e così ho acquistato l'ebook sul viaggio a Londra :-)

Loredana de Michelis ha detto...

Grazie Alessandra! Con tutti questi soldi guadagnati organizzerò qualcosa per la community, immagino che Rob abbia delle buone idee a proposito :)

Andy ha detto...

Veramente divertente, potresti pubblicarlo su Amazon creando un esperimento nell'esperimento.

Anonimo ha detto...

Certo che ti sei fatta davvero una gran cultura riguardo agli ebook su Amazon ^___^ ! Il tuo racconto è interessante e spassoso. Certo che ce n'è di gente stronza sulla rete che si mette di impegno a stroncare gli ebook altrui... forse per invidia o perchè è proprio stronza. Ciao !

Michele

Anonimo ha detto...

Bè, se il libro è scritto bene come questo e tutti gli altri post ("cercami su facebook" è da oscar) non mi stupirebbe che ti spedissero un killer direttamente a casa: l'invidia come motore di ricerca...

Giovanni ha detto...

Hai tutta la mia solidarietà come autore... Amazon ha una gestione tutta sua di recensioni e pirateria... Io cerco sempre di fare il massimo (copertina curatissima/editing/correzione di bozze/ebook formattato come si comanda) però poi fare il massimo ha dei costi che non si recuperano, poi stare dietro i capricci di Amazon e le loro policy che sono a sfavore dei suoi stessi autori c'è da perderci la testa.

Alessandra Gatti ha detto...

Quello che amo degli ebook è averli in un clik. All'inizio non sai nemmeno quanto siano corposi e se lo siano. Se dopo mezz'ora ti rendi conto di aver superato la metà, cominci ad avere dei dubbi sull'investimento fatto, ma non è questo il caso. In un'ora e mezza ne ho letto il 33%... un buon investimento, dunque, considerato anche il prezzo che, sì, rischia di risvegliare l'interesse del fisco nei confronti dell'autrice ;-) Mi stai facendo ridere molto, cara Loredana. Il tuo libro fa sembrare un po' vittoriani quelli di Severgnini, let me tell you. Certo che la situazione a Londra sembra molto peggiorata rispetto a quando ci sono stata io... ma è pur vero che io non ho sperimentato dei contatti così "ravvicinati" e multietnici. Insomma, mi piace il tuo book. Avrebbe meritato una bella edizione cartacea. Complimenti!

Antonella Cardone ha detto...

Complimenti! informazioni molto utili! L'ho rilanciato qui!


http://laboratoriopoliticabologna.wordpress.com/

Loredana de Michelis ha detto...

Grazie a tutti. Non ho proposto questo libro ad un editore perché non mi sembrava adatto e poi perché considero l'autopubblicazione digitale come una grande forma di libertà dagli editori. Posso cambiare titolo, copertina, contenuti, eliminarlo quando voglio. Soldi pochi ma subito (subito subito ancora non lo so….). Considero l'autopubblicazione digitale come uno spazio in cui non si debba necessariamente replicare i format cartacei: più spazio a cose originali, racconti brevi, pezzi teatrali, storie di denuncia: tutte cose che non potrebbero trovare un editore cartaceo e che possono costare pochissimo ai lettori. Ma di nuovo, non lo fa nessuno. Non capisco.

Anonimo ha detto...

Scrivine altri, Loredana, e vai avanti con questo atteggiamento ironico e pulito: se la qualità degli autori si alza, si alzerà anche quella dei lettori. Complimenti per il libro e per i post. Ciao, V.G.

Cristiano ha detto...

certo che pubblicare un libro su Amazon senza avere un kindle è un po' particolare.
Non curare l' impagnazione del testo invece è maleducazione nei confronti dei lettori

Antonella Cuomo ha detto...

Forse può esserti utile un contatto con Mauro Salvini, fondatore della http://www.selfpublishingschool.it/it/home.html Ciao, non ti abbattere!!!

Lorenzo ha detto...

Cara Loredana hai battuto un po' di record: il libro umoristico più originale su Amazon Italia, il post più utile e divertente sull'autopubblicazione che ha giustamente prodotto almeno 20 commenti interessanti ed intelligenti al tuo post, prima che ne arrivasse uno stupido: complimenti davvero, non è da tutti.

Cristiano ha detto...

@Loredana Certo che l' editing ha un costo, come la foto di copertina, come l' impaginazione, come la promozione. Sono i costi che un editore tradizionale sostiene per vendere un libro. Nel self, li sostieni tu in quanto diventi anche editore (e hai una percentuale maggiore sulle vendite), non vedo la differenza. O pensavi che il fatto di non avere un editore equivalesse ad un prodotto da dilettanti?
Non avendo un kindle è più difficile controllare se l' impaginazione è corretta, tutto lì.

Marco Bango Siena ha detto...

"Concludendo, penso che in Italia il numero di lettori di e-book sia esiguo. Sandrone Dazieri aveva già dichiarato qualcosa di simile un anno fa, ma tutti avevano risposto sostenendo che la lettura digitale è in crescita e la vendita degli e-reader pure. A distanza di un anno continuo a notare che questo è un mercato snobbato anche dai principali autori ed editori italiani. "

Non mi sembra un gran vanto per il nostro paese. Arriveremo dopo gli altri anche in questo, come il resto delle innovazioni.

Loredana de Michelis ha detto...

@Cristiano, riformulo la risposta perché non avevo colto bene la faccenda dell'impaginazione. Non c'è bisogno di avere un kindle per controllare l'impaginazione del proprio e-book: quando carichi il file Amazon ti consente una preview in simulazione su kindle fire, dicendoti però che l'impaginazione potrebbe risultare diversa anche solo su un altro tipo di kindle. Al momento nessun editore (tanto meno quelli a pagamento, per parlare chiaro) può garantire la perfetta impaginazione di un e-book su tutti gli e-reader esistenti. Non è questione di dilettantismo o meno e chi legge in digitale lo sa.
La risposta all'altra parte del tuo commento l'ha già data Giovanni. Ciao

Tiziana Cazziero ha detto...

Uau, una situazione che mi sembra di conoscere, anch'io ho fatto un'esperimento simile, nel tuo stesso periodo, ma almeno tu hai raccolto qualche vendita in più... io? Ma sai che faccio, forse ne faccio un post anch'io nel mio blog, mi serve e urge uno sfogo. Complimenti per la pazienza e per tutta l'avventura....

Anonimo ha detto...

Grande. Il blog è stupendo: pubblicalo!

Paul D Dramelay ha detto...

Ciao Loredana, articolo molto divertente... se c'è una cosa che ho capito sopratutto, è che devo stare lontano dai tuoi Ebook! :O)
P.D.Dramelay

Loredana de Michelis ha detto...

Grazie davvero, Paul. Io invece pubblicizzo volentieri l'abstract della tua opera: è giusto che il pubblico conosca i nuovi, grandi romanzieri. http://www.paulddramelay.it

Anonimo ha detto...

Ahahaha! Il grande romanziere è meglio che stia lontano dalla tastiera!

Jack Sky ha detto...

Ciao, ho letto il tuo post perché anche io vorrei provare l'autopubblicazione su e-book e ti ringrazio per il resoconto chiaro che hai fornito della tua esperienza. Non so se il mercato estero sia migliore in termini di 'qualità dei lettori' ma sicuramente, visto il numero di persone che parlano inglese-americano, le possibilità sarebbero maggiori se l'opera fosse in lingua (almeno credo).

Ps volevo anche metterti al corrente di una cosa che ho notato su youtube e che credo si rifletta anche su Amazon e su qualsiasi piattaforma dia la possibilità di guadagnare e farsi un po' di fama online.
Un mio amico (che ora ha un po' di notorietà su youtube) all'inizio della sua esperienza ha trovato numerosi ostacoli in termini di commenti negativi e di 'segnalazioni' che lo hanno ostacolato. Ha poi scoperto che esiste un gruppo privato su facebook di youtuber che hanno raggiunto una certa fama e, alcuni di loro per evitare di avere altra concorrenza, si organizzano per mettere i bastoni tra le ruote ai nuovi arrivi. Come fanno? mettendo intenzionalmente commenti negativi, segnalando i video e facendo spam di visite (così che sembri che lui imbrogli alle analisi di youtube).
Per cui volevo suggerirti di non perdere fiducia in te stessa nonostante a volte i commenti siano negativi e nonostante a volte tu riceva segnalazioni.

Loredana de Michelis ha detto...

Ciao Jack, sto ancora studiando e ho dato un'occhiata al mercato di lingua inglese: decisamente è più allettante. Il problema, almeno per me, è la traduzione: tradurre narrativa non è come tradurre una pagina web e un traduttore che sappia rendere uno stile è raro e costa moltissimo. Il rischio di non rientrare della spesa quindi è alto.
Se il gruppo di zitelle guastatrici esiste davvero mi pare occasione ghiotta per iscriversi e divertirsi un po' :)

Anonimo ha detto...

Prima di pubblicare su Amazon, dovresti almeno avere dimestichezza con la rete e le sue regole (nonché con la formattazione dei testi).

Scarica Mobipocket Creator e fai un po' di prove per vedere l'impaginazione.
Un essere umano normale dopo dieci prove ha già capito tutto.

Le classifiche sono dinamiche ossia si aggiornano con il numero di vendite in base al tempo di pubblicazione, altrimenti ai primi posti avresti sempre certi libri (tipo Dan Brown).

Funziona come la vendita dei dischi. Non è che ora ai primi posti ci sono i Beatles e i Rolling Stones, anche se hanno venduto un paio di miliardi di dischi.

Da mia esperienza personale, Amazon funziona benissimo e ti permette di guadagnare abbastanza, a patto che trovi una tua nicchia di mercato.

Io pubblico testi scientifici a 1.45 euro (che mi garantiscono 0.50 euro a copia) e ricevo da 2 anni bonifici mensili di circa 200 euro, quindi 400 copie vendute al mese da 24 mesi.

Amazon funziona solo se si è capace di usare certi strumenti

Loredana de Michelis ha detto...

@Anonimo, grazie per le info tecniche e precise, almeno si possono verificare. Ovviamente tutto funziona meglio quando si conoscono bene i meccanismi, non vale solo per Amazon. Mobipocket funziona come gli altri programmi: fino ad un certo punto. La cosa migliore è impostare una formattazione molto precisa sul file di testo originale, altrimenti gli errori vengono comunque ribaditi dal programma (vedi spazi troppo ampi nel testo autogiustificato o dimensione sballata di certi inserti).
Le classifiche funzionano come dici tu, ma umorismo a parte, il salto notevole in classifica per una singola vendita dimostra un basso numero di vendite in generale di libri su amazon.it purtroppo.
La nicchia è fondamentale: un conto è scrivere narrativa e vendere copie dello stesso libro, un altro è scrivere di saggistica e mettere in linea decine di manuali divulgativi. Concordo pienamente sul fatto che la manualistica sia una più affidabile fonte di guadagno,

Anonimo ha detto...

Cara Loredana, il tuo post mi ha commosso per tanti motivi: per la tua ironia sottile, il senso dell'umorismo raffinato e per il ritmo ipnotizzante che riesci a tenere, qualunque cosa tu scriva. E allora perché piangi invece di ridere, chiederai tu: perché mi sembra che tutte queste qualità insieme confondano i magri lettori invece di deliziarli, e nel leggere i commenti e le recensioni mi rendo conto di quanto un talento possa generare dispetto e incomprensione. Mi viene da piangere a leggere che qualcuno scambia una prosa diretta e volutamente ingenua per sciatta, quando basta leggere altro di tuo per capire quanto sai destreggiarti e farsi venire almeno un dubbio. Mi deprimono i commenti moraleggianti e bigotti di chi invece di capire cosa stai cercando di dire, cerca una condanna consolatoria o addirittura fa le pulci sulle virgole come se si trattasse di un tema di scuola. Questo, più che gli stalker diretti, temo che ti possa scoraggiare, e mi dispiacerebbe molto. Volevo dirti continua così, ma mi rendo conto che potrebbe essere una strada impervia: essere originali davvero, non paga. Ma immagino anche che per una come te, reinventarsi banale non sia facile. Mi fa pena chi ha veramente creduto alla tua superficialità fittizia e mi fai tenerezza tu, forse condannata da sempre a fingerla con chi non saprebbe capire altro. Scusa la lunghezza, ma mi sembra di avere scritto un bel pezzo: tu ovviamente ispiri, o meglio, stimoli emulazione. Wish you the best, per la tua scrittura e per la tua, forse un po' rassegnata, solitudine. Sappi che io apprezzo. Meglio 1 che un panin di vetri ;)

Alessandro Cacioppo ha detto...

Ciao, io ho pubblicato ben 2 e-book sia in spagnolo che in portoghese, ho pensato che il mercato della poesia fosse ancora ben visto in sud america, in realtà è cosi, solo che non sanno nemmeno cosa sia amazon.
Precedentemente avevo pubblicato su lulu, ma i costi di spedizione superavano quelli del libro, poi ho provato blurb ma anch'esso era uguale. Diciamo che non si è ben capito come e dove bisogna vendere il proprio lavoro. #mainagioia
Comunque, buona fortuna.

M. B. ha detto...

Hai scritto un post favoloso! Complimenti. Ho sorriso dall'inizio alla fine e riso di gusto in un paio di punti! Ammetto che mi ha fatto piacere vedere che non sono l'unica a non capire come funziona la classifica di Amazon! ;)

Loredana de Michelis ha detto...

@M.B la classifica funziona esattamente come ha detto Anonimo nel commento, data 15 Maggio. Felice di averti fatto ridere!
@Anonimo 16 Maggio, ho copiato il post, me lo sono stampato e lo conservo in una scatola, con i miei primi dentini caduti. Grazie.E se ti ho ispirato io, goduria: è veramente un bel pezzo, morbido.
@Alessandro Cacioppo: ho provato la pubblicazione in inglese del famoso librino di nicchia: vende e viene preso in prestito esattamente il doppio delle volte di quello italiano, nonostante la concorrenza sullo stesso argomento sia molto più alta.

Anonimo ha detto...

complimenti per il lavoro!!! Comunque sai dove è il problema?? È che ormai la gente si sveglia dal letto pensando a come criticare gli altri.

Vedo certi commenti di meBIP su alcuni siti e blog che rimango a pensare se la gente li sogna la notte.

Secondo me è colpa di facebook che tira il peggio fuori il peggio del carattere dell'essere umano. Ormai tutti si sentono opinionisti ed intellettuali anche se in verità non capiscono una BIP..

È un po' come quello che è successo con l'avvento della fotografia digitale, prima con i rullini solo i bravi compravano le riflex e scattavano delle belle foto, oggi molti hanno la propria riflex ma la usano come carta igienica.

E poi internet è piena di saccenti pronti a scaricare le loro opinioni non richieste (tanto nel mondo reale non vengono ascoltati da nessuno)

Complimenti davvero!

Agnese

Anonimo ha detto...

Brava, sai dare ai tuoi racconti il sapore della verità. Un solo appunto: dovresti specificare per onestà che non sei esattamente una principiante della scrittura...

apser ha detto...

Con pochissima spesa hai ottenuto risultati sorprendenti. Mi chiedo che cosa sarebbe successo se avessi curato di più il prodotto a livello tipografico e pubblicitario. In Italia abbiamo almeno 5 anni di ritardo rispetto agli USA, ma quando il fenomeno arriverà anche qui credo che tu ti potrai presentare "agghindata a festa".

FedericoCalafati ha detto...

Ciao a tutti! Post interessantissimo!!!
Personalmente sono autopubblicato su amazon da cinque mesi, e devo dire che mi sono trovato molto bene finora. Il mio primo libro "Storie di soglia" ha venduto ormai più di 2100 copie, e la nuova serie "Sesso, erba e disastri vari", online da un mese e mezzo circa, ha da poco raggiunto le cinquecento copie!
Per la mia esperienza, Amazon può essere un valido vettore con cui promuoversi efficacemente, farsi leggere ogni mese, e garantirsi un assegno mensile!
Secondo me, le cose più importanti per un autore su amazon sono:
1) Professionalità del'ebook(copertina, sinossi, titolo e sottotitolo strutturati nel modo giusto per il Seo)
2) Avere tante recensioni professionali. Personalmente ho contatti con blogger, recensori, e altri autori , e metto a disposizione le mie conoscenze.
3) Scalare le classifiche di ricerca per il proprio genere e le proprie parole chiave.
4) Presenza sui social network. Personalmente consiglio una pagina facebook con almeno 2000 mi piace, una pagina linkedin ben strutturata e un profilo su google+(importantissimo per salire nelle ricerche di google), e di twitter.
5)Avere un blog molto seguito e che sia un'autorità nel proprio settore.
6) Saper gestire le promozioni di amazon, come ad esempio i giorni di download gratuito.
7) Avere confidenza con le wishlist di amazon, linkare il proprio libro con altri, ed avere confidenza con l'algoritmo di amazon.
8) Saper usare strumenti utili per ogni scrittore esordiente, come Goodreads, Addmefast, ed altri.
Se avete bisogno di aiuto per una di queste cose, contattatemi a fede.cal@hotmail.it . Ho già aiutato vari scrttori a piazzarsi nelle prime posizioni su amazon, a prezzi molto concorrenziali!

Loredana de Michelis ha detto...

Apser e FedericoCalafati grazie per le info e per l'entusiasmo. Non posso parlare per tutti gli autori ma personalmente trovo interessante e divertente occuparsi dell'aspetto grafico, editoriale e pubblicitario. Ho imparato moltissime cose fino a ora e continuo a scoprirne altre. Questo anche per rispondere a te, Anonimo 21/9: è vero, non sono un esordiente. E ho scelto l'autopubblicazione pur potendo pubblicare con editori regolari. Proprio perché trovo che oramai gli editori stiano facendo un lavoro talmente scarso, che tanto vale farselo da soli.
Sulle prestazioni professionali agli autori, come marketing, grafica ed editing, andrebbe forse stilata una lista pubblica e ben fatta di consigli, di prezzi e di strumenti per capire la professionalità di chi offre questi servizi, che spesso è inesistente.

FedericoCalafati ha detto...

Loredana hai proprio ragione, ormai gli editori offrono un servizio veramente scarso. Comunque ecco alcuni prezzi dal mio listino.

Creazione pagina facebook con 1000 mi piace( o aggiunta di 1000 mi piace ad una pagina già esistente): 20 euro

Intervista e recensione postata sul mio blog(1000 followers), sulla pagina facebook (8000 mi piace), e su altri social( totale circa 13.000 contatti) : 30 euro

Aggiunta recensioni su amazon: 7 euro a recensione.

Ricerca parole chiave e re-strutturazione seo della pagina del libro: 30 euro.

Aggiunta del libro a 50 wishlists( serve per aumentare molto il ranking del libro): 20 euro.

Recensione o intervista sui partner esterni(ho accordi con quattro blog e cinque radio) : 30 euro ciascuno.

Campagna pubblicitaria della durata di una settimana: 60 euro

Portare qualsiasi libro alla numero uno del suo genere: 70 euro circa

Portare un libro alla numero uno totale di amazon: 200 euro circa

Questi sono i miei prezzi, premesso che poi faccio sconti se qualcuno acquista più di un servizio. Finora ho aiutato vari autori a farsi notare e a ottenere nuovi lettori, e per adesso il livello di soddisfazione è del cento per cento :)

Loredana de Michelis ha detto...

Beh, FedericoCalafati, grazie. A me la gente che ha il coraggio di esporsi è simpatica. La faccenda delle wishlist mi mancava.

Giulia ha detto...

Ciao Loredana, ho letto con interesse la tua epopea e mi sono resa conto, probabilmente, con il mio ebook (in vendita però sull'iBooks Store, non su Amazon) di non aver fatto abbastanza. A differenza tua però ho cercato di promuovere il libro al di fuori della rete, prendendo contatti diretti con la gente e cercando gruppi interessati al tema di cui scrivo. In uno dei miei ultimi post racconto cos'è andato storto, incluse interviste fasulle e scarsa, scarsa professionista da chi invece professionista di definisce.
Tutta questa trafila ce la si risparmia rivolgendosi a un editore, ma se come dici tu nemmeno loro oggi si danno chissà qual daffare... Ah, c'è speranza!? :-D

Loredana de Michelis ha detto...

Ciao Giulia, l'editore è un imprenditore che commercia. Il mercato editoriale è saturo. I libri più venduti sono i romanzi d'appendice. Ho saputo di un'autrice di romanzi per adolescenti che investendo 30.000 euro in pubblicità è riuscita a far diventare un suo romanzo relativamente popolare, senza per questo rientrare dell'investimento. Il romanzo successivo però non ha venduto quasi nulla. La pubblicità non è sempre una garanzia. La legge del mercato dice che se vuoi vivere di scrittura devi scrivere quello che piace al mercato, non quello che piace a te. Qui si apre il difficilissimo spazio del compromesso creativo, che è una scommessa che richiede abilità e talenti che vanno oltre l'editing, la grafica e persino, dico, persino oltre la capacità narrativa. Almeno, questo è quello che penso io.

Giulia ha detto...

Grazie Loredana, prospettiva, la tua, molto interessante e valida. Il problema credo sia questo: a chi piace scrivere, a chi piace veramente farlo, riesce difficile imporre al proprio stile e contenuto i gusti del lettore medio. L'ambizione di scrivere per qualcuno che noi reputiamo "all'altezza" è forte... sì, è parzialmente presuzione. Ma è anche il tentativo di parlare ai tanti "io" di ogni lettore. Siamo tutti capaci di leggere libri trash e di lasciarci trascinare nella loro banalità, ma sappiamo poi anche apprezzare temi e stili più alti.
Il vero peccato è che tutti questi discorsi non c'entrino nulla con l'economia intorno ai libri. Triste che qualcuno possa investire tanti soldi per pubblicizzare un proprio libro e poi, appena smette, le vendite calano. passa "vagamente" l'idea che coi soldi, anche nel mondo della scrittura, si va avanti, altrimenti...

Francesco Infugadallegitto ha detto...

Grazie cara loredana.
Adesso ho capito che per monetizzare un contenuto, forse è meglio investire più su amazon che sul blog. Provo immediatamente! Trasferisco il blog su ebooks :)

Anonimo ha detto...

Grazie per il suo articolo. Volevo pubblicare anch'io dei libri su Amazon, ma mi guarderò bene dal farlo. Auguri

Loredana de Michelis ha detto...

Mi dispiace che per alcuni questo post sia scoraggiante, per me l'esperimento è stato interessante e assolutamente positivo. Le piccole assurdità di Amazon non sono nulla se paragonate a quelle di una casa editrice. Lo stalking non è colpa dell'autopubblicazion. Le recensioni negative, che sono il grande terrore di tutti gli esordienti, sono pressoché inevitabili dalla decima recensione in su per chiunque pubblichi in qualunque modo. Non sono la peggior cosa che può accadere, comunque: molto peggio il silenzio assoluto. Chiaro, chi si autopubblica si espone e se si ha paura di fare questo ci sono due vie alternative: pubblicare a pagamento, dove fila tutto liscio ma nessuno ti legge, oppure proporsi a una casa editrice seria. Specifico che nel mio caso i libri menzionati in questo post erano già stati accettati da tutte (proprio tutte) le case editrici (serie) a cui li avevo proposti. Del primo, già pubblicato in cartaceo, era semplicemente scaduto il contratto; il secondo l'ho voluto pubblicare da sola, proprio per vedere se questa era una via percorribile. Secondo me lo è.

Anonimo ha detto...

Finalmente un post sull'argomento scritto da qualcuno che sa scrivere e non da un pallone gonfiato senza arte nè parte come ce ne sono tanti. Auguri

Enciclopedia delle Recensioni dei Libri ha detto...

Buongiorno cordiale e sprizzantissima Loredana,
volevo domandarti se per auto-pubblicare il tuo libro su Amazon hai prima comprato un ISBN in modo da proteggere il tuo scritto.
Cordialità e salute ^^

Loredana de Michelis ha detto...

Ciao @Enciclopedia, il codice ISBN non ha niente a che fare con la protezione dell'opera, ma solo con la sua più facile reperibilità a terminale per chi la commercia. Amazon assegna un proprio numero di identificazione alle opere autopubblicate. Altre piattaforme di vendita invece assegnano direttamente un ISBN, gratis o con un piccolo rimborso spese.
Il miglior modo di proteggere un proprio scritto, a parte la registrazione presso enti dedicati, è quello di non mostrarlo troppo in giro prima di averlo pubblicato, In seguito, in caso di disputa, conterà la data di pubblicazione e/o registrazione.
Proprio la settimana scorsa ho dovuto spulciare e segnare un libro che riproponeva frase per frase, virgole comprese, parti di un libro cartaceo scritto da me e pubblicato tramite editore, con tanto di deposito SIAE e ISBN. Per quanto il plagio sia evidente, si dovrà procedere per vie legali ed è una cosa spiacevole. Chi vuole copiare, copia comunque, al di là delle protezioni: credo che sia una malattia. L'unica difesa è controllare quel che si può e non prendersela troppo: avere successo da copioni è difficile, ma se succede il plagio viene scoperto in fretta e la somma da sborsare per il risarcimento danni lievita.

Enciclopedia delle Recensioni dei Libri ha detto...

Carissima,
grazie per la chiara e puntuale risposta. Dici dunque che ISBN e SIAE all'inizio sia meglio non averli? Sai per caso il bollino SIAE quanto viene?
Grazie, sei gentilissima.

Anonimo ha detto...

Tu fai il ghost writer? Non ho mai capito esattamente che differenza c'è con il lavoro di editing.

Isole Greche ha detto...

In Italia l'innovazione tecnologica arriva sempre con qualche anno di ritardo. Metti la paura dei pagamenti online, metti il duro passaggio dal profumo della carta allo schermo di un dispositivo elettronico.

Pian piano le cose miglioreranno, meglio dunque anticipare i tempi ed essere già pronti a sfruttare quello che, a mio avviso, rappresenterà il futuro.

Ciò che ti consiglio è, per aumentare le vendite, di passare a qualche piattaforma di self publishing che ti consente di pubblicare il libro in diversi formati e su una miriade di siti, non soltanto Amazon. Tra i formati è previsto anche il pdf può essere anche stampato su carta.

Per il resto, un grande in bocca al lupo!

GUIDE ISOLE GRECHE

Loredana de Michelis ha detto...

@Enciclopedia trovi tutte queste informazioni sul blog di "scrittori in causa" segnalato in questo post tra i ringraziamenti.
@Anonimo, non hai tutti i torti, nella voce "editing" oramai rientra anche il non detto "è scritto da cani, te lo rifaccio" che sarebbe il lavoro del ghost writer. Quindi oramai non c'è nessuna differenza se non l'orgoglio del presunto scrittore. Il ghost però a volte scrive e compone un libro su richiesta di chi non ha tempo o ammette serenamente di non saperlo fare e si limita a fornire il materiale grezzo.
@Isole Greche, ho provato a mettere un racconto che si intitola "La fine degli ultimi predoni" su tutte le piattaforme, tramite Narcissus. Vendite zero. Lo stesso dicasi per il libro delle lettere da Londra. In teoria dovrebbero avere maggiore visibilità, ma c'è qualcosa che non funziona. Ho anche provato a proporre a un editore, che voleva pubblicare un mio libro, una cosa tipo: "Mi lasci indipendente su Amazon e ti prendi tutte le altre piattaforme" e lui mi ha risposto "Nada, le altre piattaforme valgono il 10% del mercato". Bisognerebbe capire perché.

Carlo Sigmund ha detto...

Ciao! Ho letto tutto d'un fiato senza annoiarmi.

Concordo in pieno con le tue giuste osservazioni. Mi permetto di aggiungere solo qualche considerazione che viene dalla mia esperienza come (ormai da più di due anni EX -)autore della D. Flaccovio e Grafill Editoria Tecnica...

Ho provato a pubblicare da solo un libro tecnico praticamente analogo (6 pollici x 9 pollici) a quelli tutt'ora in catalogo (7 se non ricordo male) presso i due Editori prima citati. Premetto, relativamente almeno al mio caso, che un libro ben "sponsorizzato" da un Editore di libri tecnici può anche vendere tranquillamente una tiratura (1000 copie) nel primo anno (al prezzo di copertina di 35-48 Euro/copia). Nei successivi anni molto meno, ovviamente...

Questa mia prova di auto-pubblicazione (giudicata molto positivamente almeno dall'Editore Grafill che si era proposto addirittura di pubblicarmelo) ha avuto il risultato di vendita di 10 copie in un anno (sponsorizzazione e-book su lulù.com, su FB, LinkedIn, Forum Ingegneria vari, etc.).

A questo punto, visti anche i magri guadagni (per non dire inesistenti) con così importanti Editori, ho deciso di preferire la qualità e la sincerità alla "tartuferia"...

E' l'unica pubblicazione di cui vado veramente fiero e soddisfatto! Evidentemente, la verità è che sono un Autore da 10 copie/anno. Come diceva O. Wilde, un dilettante che ha la pretesa di scrivere sonetti di quarta categoria ha tutto il diritto di pretendere tutte le attenzioni che vuole..
Inutile, infatti, lasciarsi adulare dal prendere in giro se stessi e gli altri!

Grazie dello spazio concesso.

Loredana de Michelis ha detto...

@ Carlo, se vai ai commenti, data 15 Maggio, trovi una persona che pubblica testi scientifici e che ha un'esperienza diversa, forse ha individuato meglio una nicchia.
Ricordo una casa editrice che organizzò una raccolta di piccoli saggi scritti da diversi professori universitari su un argomento di forte interesse. Il libro così composto fu messo in vendita a 100 euro e furono contattati tutti i medici d'Italia. Fu anche organizzato un congresso. Circa 3000 copie vendute, i conti sono presto fatti. Lussi dell'editoria tecnico-scientifica.
Immagino che il tuo libro autopubblicato fosse della stessa qualità e sincerità degli altri pubblicati con un editore.

Carlo Sigmund ha detto...

@Loredana. Non discuto, ovviamente. Mi sono permesso di riportare solo la mia esperienza. Se vendi bene non è da escludere a priori che l'Editore abbia fatto una massiccia sponsorizzazione, anche grazie alla "voce" autorevole (soprattutto qui in Italia) di alcune figure universitarie.

Personalmente non escluderei anche questo pericolo: taluni neo-autori meritevoli non hanno il giusto spazio che si meritano perché a talaltri è stata concessa "troppa" autorevolezza e, quindi, tanta visibilità. Tutto qui.

Ciao a tutti e grazie dello spazio condiviso. Carlo.

Anonimo ha detto...

Loredana: se uno è senza amici (o gli amici remano contro perché sono invidiosi) e non ha soldi per farsi pubblicità, che possibilità ha di diventare popolare autopubblicando libri cartacei o digitali?

Loredana de Michelis ha detto...

Anonimo 19/1 Credo meno ancora di uno che cerca di diventare famoso con la sua musica.

Anonimo ha detto...

Allora conviene passare attraverso un editore invece che autopubblicarsi?

Loredana de Michelis ha detto...

Passare attraverso un editore a pagamento equivale ad autopubblicarsi. Riguardo alla popolarità di cui chiedevi, non credo ci siano ricette. Se ci fossero, io andrei per quella che permette di diventare ricchi anche se sconosciuti.

Claudia Toni - Oltre il bosco ha detto...

Ciao, un post davvero interessante per quanto scoraggiante, come qualcuno ha già fatto notare.
La mia esperienza con Narcissus è stata analoga alla tua, Loredana, per cui ho deciso di fare un secondo tentativo, a distanza di due mesi, pubblicando direttamente con KDP in modo da poter gestire le promozioni che offre - cosa che Narcissus non permette.

Scrivo per chiederti: secondo te la promozione del libro gratuito è preferibile farla direttamente di 5gg di seguito, o spezzando i giorni e farne magari un paio un mese, un paio il mese successivo e via dicendo?

Loredana de Michelis ha detto...

Ciao Claudia, è meglio fare i 5 giorni di promozione consecutivi, secondo me: i download si accumulano e ti fanno salire nella classifica degli ebook gratuiti, magari permettendoti di raggiungere la lista dei primi 100, che è visibile anche a chi non ti conosce. In base alla mia esperienza è meglio far partire la promozione il mercoledì sera e finirla il lunedì mattina, con il we in mezzo, che è il momento di maggiore traffico e acquisto. Spero che il sistema non mi cancelli anche questo messaggio. Buona fortuna.

Anonimo ha detto...

Complimenti, un articolo molto interessante e divertente. Pensa che stavo cercando su google "auto meno di successo"...

Loredana de Michelis ha detto...

:) stavo pensando alle possibili spiegazioni: 1 Google è un grande imbroglio mediatico ed è gestito da un'anziana chiromante che vive ad Alassio. 2 Questo post è oramai così famoso, che compare in ogni ricerca, assieme a Belen. 3 I motori di ricerca si stanno raffinando così tanto che intuiscono interessi reconditi e sintetizzano richieste come la tua aggiungendo una valenza emotiva. Forse in questo caso ha dedotto che cercavi un catorcio e ti ha indirizzato qua. Adesso gli faccio causa.

Anonimo ha detto...

Ciao Loredana,
grazie per l'interessantissimo articolo.
Ho provato a pubblicare anch'io con Amazon ... giusto come prova un mio vecchio lavoro ... ma ci sono rimasto malissimo ... speravo ci fosse modo di vedere il lavoro finito (con impaginazione e tutto) prima di dare l'OK definitivo ... :(

enea ha detto...

Ho letto con gusto questo tuo articolo sugli esperimenti con Amazon.
Scritto molto bene e assolutamente divertente per la simpatica ironia.
Complimenti

Enea Tonon

gianlu64 ha detto...

Ciao, sto cercando la pagina della classifica dove ci si può vedere fino al 25000esimo posto (io sono sicuramente più in basso) ma non riesco a trovare l'indirizzo...

Loredana de Michelis ha detto...

Non ho mai sentito parlare di una pagina con la classifica fino al 25.000 (su Amazon?). Se dovessi scoprire che ce n'è una, facci sapere: impariamo anche questa.

gianlu64 ha detto...

Chiedo scusa devo aver frainteso il passaggio "Il mio posto in classifica è circa 25.000esimo tra gli e-book venduti su Amazon Italia. Un’ulteriore vendita mi porta alla posizione 14.000. "
Forse era solo ironia e l'ho intesa per vera. Non sono molto sveglio :)

Loredana de Michelis ha detto...

:) Com'è difficile capirsi tra umani. Non credo esista una classifica Amazon consultabile dopo il centesimo posto ma la posizione in classifica di ogni libro è visibile alla pagina dove il libro è in vendita, prima delle recensioni, con la dicitura che è mostrata nella foto principale di questo post. Se invece alla pagina del libro manca la dicitura "Posizione nella classifica Best Seller di Amazon" significa che in quello store il libro non ha ancora venduto nessuna copia. Se cerchi "Vado a Londra. Lettere di un emigrante" adesso su Amazon, troverai che questo libro è 12mila qualcosa e varia ogni ora.

gianlu64 ha detto...

Grazie mille! Te l'avevo detto che non sono molto sveglio :D
In questi casi capirsi è molto più difficile.

Anonimo ha detto...

Il conteggio della classifica Amazon è più complicato di quello che affermate: per esempio conta anche quante recensioni hai.

gianlu64 ha detto...

Onestamente questo non mi risulta. Ho ricevuto 2 recensioni positive continuando a scendere imperterrito nella classifica. Laddove invece una sola copia venduta mi ha fatto schizzare da quota 29mila e passa a quota 2700, facendomi magicamente ricomparire nella top 100 dei racconti. Io credo proprio che l'algoritmo che decide il posto in classifica soffra un po' di bipolarismo...

Loredana de Michelis ha detto...

Probabile. Chissà se fa differenza il fatto che siano negative o positive. Forse conta soltanto il numero. Da questa esperienza ho imparato a scrivere solo le recensioni positive e quindi a sostenere chi mi è piaciuto piuttosto che punire chi non mi è piaciuto, magari dandogli ulteriore visibilità.

gianlu64 ha detto...

Erano recensioni a 5 stelle quindi temo che non facciano differenza. O forse, molto più probabilmente, due recensioni sono a malapena acqua fresca :D

Anonimo ha detto...

Scusa se mi permetto e non voglio assolutamente farti una critica, ma le recensioni negative che hai sul libro di Londra sono molto dure: come si fa a superarle? Io ci avrei sofferto molto.

Loredana de Michelis ha detto...

Non credo che qualcuno si diverta a ricevere recensioni negative. Però in questo caso sono state particolarmente utili: intanto mi hanno permesso di accorgermi dei refusi ed erano assolutamente giustificate da quel lato. In secondo luogo mi hanno permesso di capire una cosa che mi era sfuggita: nei confronti di chi si autopubblica c'è una forma di competizione e ci si sente autorizzati a fare i giudici (nel caso di quel libro soprattutto morali). L'altra cosa importante che ho capito è che molti lettori non leggono la sinossi e comprano un libro per il titolo o la copertina. Addirittura non leggono la preview, anche quando ne avrebbero la possibilità. Poi si ritrovano con un libro che non era quello che avevano deciso che doveva essere e si arrabbiano. Questo può essere disdicevole quanto vuoi, ma è un elemento da tenere presente: la comunicazione deve essere chiara e immediata già nella copertina. Se ti pare poco come insegnamento. Altra cosa che ho imparato è che nessuna recensione è negativa quanto l'assenza di recensioni.

gianlu64 ha detto...

Se ci fosse modo di mettere un like ne metterei una dozzina a questa ultima tua frase.
Quando faccio leggere qualcosa di mio preferisco mille volte ricevere una stroncatura che il silenzio.

Loredana de Michelis ha detto...

Comunque c'è un modo veloce per consolarsi (o per deprimersi definitivamente, non so): andare a guardare le recensioni de "Il cardellino" vincitore del premio Pulitzer 2014. Non per paragonarsi a Donna Tart, ma per dirsi che se non le prende lei...

James Steve ha detto...

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Loredana de Michelis ha detto...

Amico, io non lo so come hai fatto a capire che sto qui fuori in cerca di sumurMoshiMoshi e anche di un pozzo, possibilmente di petrolio. Ma è proprio così.

gianlu64 ha detto...

E' il futuro della prosa (o della poesia anche) del XXI secolo. Siamo proprio indietro... sumurMoshiMoshi a tutti quanti.

Matei ha detto...

prova

Matei ha detto...

salve

Anonimo ha detto...

Ciao, articolo molto utile! Volevo chiederti se tu come autore sa chi compra i tuoi libri oppure gestisce tutto Amazon.

Loredana de Michelis ha detto...

Ciao, no, sai il numero di copie vendute ma non sai ovviamente niente su chi le ha comprate, a parte la nazione da cui è stato fatto l'acquisto. Per i libri cartacei, domanda che mi hai fatto nel messaggio, credo sia la stessa cosa. Sì, la consegna la fa Amazon in entrambi i casi.

Fabrizio Guarnieri ha detto...

Ciao Loredana,

Ti ringrazio per il tuo articolo, l'ho trovato interessante e divertente, cioè una lettura utile e piacevole allo stesso tempo.

Due qualità che fanno la differenza sia nell'editoria tradizionale (non importa se cartacea o digitale) sia nel blogging.

Sai cosa ci starebbe bene su questa pagina? Un paio di pulsanti di condivisione, tipo i Like di Facebook oppure il +1 di Goolge Plus.

Spiace dirlo, ma ormai ci siamo abituati a esprimere i nostri apprezzamenti con questi clic sbrigativi, piuttosto che scrivere due righe di commento in fondo al post, come ho fatto adesso.

In bocca al lupo e buona vita!
Fabrizio Guarnieri

Loredana de Michelis ha detto...

Ciao Fabrizio, il tuo commento mi ha dato l'ulteriore spinta necessaria a inserire una volta per tutte 'sti benedetti pulsanti. In realtà c'è già una barra di pulsanti alla fine di ogni post di blogger ma mancava il like di fb e così ne ho aggiunti anche altri (tra cui quello nuovissimo di Timerepublik). Volevo inserirli proprio lì e non nella fascia laterale del blog: se non mi avessero aiutato avrei continuato a provarci, arrabbiarmi e a rinunciarci all'infinito. Un grazie quindi a chi mi ha aiutata e grazie anche a te.

Pier Luigi Olivi ha detto...

Buongiorno Loredana,

e SURSUM CORDA. Lei vende molto di più di Edith Wharton: "Il vizio della lettura", inedito in Italia.
Di lettura. Di letteratura. PPPasolini, 1963: "La società italiana? Il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d'Europa."
È passato oltre mezzo secolo. E oggi?

Una storia d'oggi: febbraio 2014, a Barcellona trovo un libriccino, "El vicio de la lectura", in veste attraente. Letto d'un fiato. Stimolante e provocatorio. Cerco in rete l'edizione italiana. Nulla. Provo con "El vicio de la lectura": numerosi i siti, i blog. Provo "Le vice de la lecture": pubblicato da "Les Èditions du Sonneur", nel 2009. Del 2010 l'edizione spagnola, "José J. De Olañeta Editor". In rete:recensioni, prese di posizione, vivaci contrastanti pareri. Un vivo dibattito. Adetti ai lavori e semplici lettori. Ne scrive la stampa: "Le Monde", "L'Express", e altri.A Venezia l'idea di stampare 100 copie in digitale, per gli amici, strenna natalizia al tempo della crisi. Siamo in 4: organizzazione, traduzione, prefazione, copertina. Triste ridurne la lettura al "Circolo dei 100". Offro il layout in pdf, pronto per la stampa, cedendo ogni diritto, a 2 piccoli editori locali. Alto interesse e gioiosa esultanza: vediamoci, facciamo, ci sentiamo. Le telefonate si smarriscono nello scirocco delle calli. Si stampa in proprio. Inviate copie a quotidiani e settimanali. Su La Repubblica, 3.1.2015, una pagina con ampi stralci del saggio. Una pagina su La Nuova Venezia del 15.1.2015. Brevi articoli su La Stampa, Il Gazzettino, Gente Veneta, "Il Domenicale" e altri. In rete: recensioni su riviste letterarie e blog: - Officina Letteraria - Mangialibri - Storie - Libri come amici - Mafiaridens - Bruschi, blog l'espresso - + twitter e facebook (Librerie Coop., Libreria Marco Polo Venezia, ed altri) Dal 18.12.2014, tramite Narcissus, l'ebook in tutti i negozi on line. Copie vendute al 30 aprile: 78.

Di letteratura nella brumosa e poco fertile PLI.
Nella PLI, grande silenzio.
Arpionato dall'autrice il critico letterario, "estrattore di trame", muto. E i lettori, i caffè letterari, i gruppi di lettura. Gli editor. E gli appassionati, gli studiosi della Wharton. Se c'erano dormivano.La Repubblica non ha mai pubblicato una pagina con ampi stralci de "Il vizio della lettura".
Ho in mano "Ethan Frome", prima edizione grandi romanzi BUR 2008, nella bibliografia non appare "The vice of reading", 1903.

Ahimè! Appaiono alte le mura che cingono la Provincia Letteraria Italiana.
Lei come la vede?

Un saluto cordiale.

Pier Luigi Olivi – Venezia


PS – Loredana, se le fa piacere ricevere, in omaggio, una copia cartacea de "Il vizio della lettura", mi trasmetta il suo recapito postale.
ilviziodellalettura@gmail.com



Loredana de Michelis ha detto...

Grazie Pier Luigi, l'ho comprato in formato digitale: ora siete a 79. Credo si tratti di un articolo che la Wharton scrisse per una rivista e questo potrebbe essere il motivo per cui manca dalla sua bibliografia (non l'ho trovato neppure su Wikipedia.) iCome che sia, complimenti per l'iniziativa: l'unica cosa che si può fare è dare un contributo, come hai fatto tu. Questa era la mia versione political correct. Facendo la political incorrect, adesso che hai le statistiche della cosa fatta dignitosamente, cambierei la copertina della versione digitale mettendoci una foto equivoca, giocando sulla parola "Vizio" e abbasserei il prezzo a 0,99. Se va in testa alle classifiche, com'è probabile, manderei la segnalazione a tutti i giornali e ai loro opinionisti, che non si farebbero certo sfuggire l'occasione.
"Il fine giustifica i mezzi". Lo dice anche Totti. E se lo dice lui, l'avrà detto senz'altro anche Pasolini. ;)

Loredana de Michelis ha detto...

Trascrivo il commento di Filippo che mi è arrivato tramite messaggio perché potrebbe interessare ad altri: "Ciao Loredana, volevo continuare la sfilza dei commenti nella pagina del tuo blog, ma mi chiede di fare l'accesso con bloggher, o google+... ma non ho account.
Volevo chiederti tre cose:
1)Da quello che ho capito, tramite il tool di Amazon per realizzare l'ebook è anche possibile poter effettuare modifiche dopo la pubblicazione. In questo caso il codice ISBN, il numero delle vendite, la posizione in classifica e gli altri eventuali parametri che l'ebook ha guadagnato sino a quel momento vengono "azzerati" o non ne risentono?"

Tutto viene mantenuto: puoi ricaricare il libro con le modifiche ogni volta che vuoi. Cambiare prezzo, migliorare la copertina, rivedere passaggi del testo etc.

"2) Amazon permette anche di pubblicare in cartaceo? Ho visto, ad esempio che il tuo libro "Visotonic® auto-lifting muscolare del viso" è disponibile sia in ebook che con copertina flessibile."

Visotonic® cartaceo è pubblicato regolarmente da un editore, io mi sono tenuta i diritti soltanto per pubblicare in autonomia la versione digitale. Si può comunque pubblicare gratuitamente in cartaceo tramite una tool di Amazon che si chiama Create Space: c’è un modulo per impaginare il libro. Io ci ho provato con "Vado a Londra…" e per sicurezza mi sono fatta spedire una copia per controllare l’impaginazione (la spedizione te la fanno dagli Stati Uniti, ci mette 15 gg e costa 17 euro!!!). L’impaginazione era sballata e anche la copertina. Non so se questo dipenda dalla mia incapacità ma è probabile. Ho sospeso la cosa perché non so come gestirla. Se qualcuno legge questo commento e vuole contribuire con informazioni più precise, welcome.

"3) Conosci http://www.narcissus.me/it/? Un mio amico si è fatto un ebook con loro. Qualche giorno fa su Amazon era undicesimo in una delle classifiche per argomento e poco sotto al numero 400 nella classifica per Bestseller.
Sai per caso quali sono le differenze, i pregi ed i difetti sullo scegliere l'uno o l'altro modo di pubblicarsi?"

Volendo si può imparare a fare l’upload del file del libro da soli su ogni piattaforma (googleplay, amazon, apple, etc) solo che ogni piattaforma ha manie e richieste diverse. Io carico da sola su Amazon, il resto lo consegno a Narcissus che inserisce il file su tutte le altre piattaforme e mi risolve il problema trattenendosi il 10% dei miei guadagni. A parte quello, inserire il libro tramite Narcissus o da soli non cambia in termini di classifica o di vendite: non dipende da loro. Narcissus ci mette un po’ a farlo apparire sulle piattaforme però paga via Paypal che è molto comodo e ti evita anche di fare tutta la trafila burocratica come publisher indipendente su Amazon.
Direi che tramite Narcissus è più comodo e funziona. La cosa che crea confusione è la dicitura “Pubblicato da Narcissusme” che fa pensare che Narcissus sia un editore, quando di fatto è solo un distributore.

Loredana de Michelis ha detto...

Lo so, lo so: si scrive politically correct e NON si scrive incorrect. Il fine giustifica i mezzi non l'ha detto Totti e neppure Pasolini. A volte surrealizzo un po'. Altre scrivo male davvero. Io non so cosa ho fatto per meritarmi tanta delicatezza da parte di così tanta gente, che mi scrive privatamente segnalandomi errori o contribuendo con informazioni utili. A volte mi sento un po' come quello che deve morire ma non lo sa e si ritrova tutte persone gentili intorno. Se è così morirò contenta. Grazie.

Pier Luigi Olivi ha detto...

Buongiorno Loredana,

Da tuo suggerimento ho abbassato il prezzo de "Il vizio della lettura" a € 0,99. Con grande gioia di Mrs Edith Wharton che ti ringrazia calorosamente.
Mi associo e un saluto.

Pier Luigi Olivi

PS - Vorrei proprio inviarti una copia cartacea del VIZIO. È un tipo molto attraente.
Che dici?

Ettore Accenti ha detto...

Loredana, ho letto on interesse il tuo , molto realistico, post su Amazon. Scrivo qui solo per dare qualche input sui "non-fiction" di cui mi occupo e,premetto,non per gudagnare.
Credo che il loro andamento in Italia sia diverso dai fiction e penso forse addirittura meglio.
Ho appena pubblicato il librino "Sette brevi lezioni di tecnologia" ed ecco le vendite dal 1/5 al 17/5
Unità nette vendute 14
Unità ku/Koll 2
Nello stesso identico periodo mia amoglie ha pubblicato l'eBook molto più popolare "Impara a cucinare" ... vendite 2.
Credo che nel non-fiction occorra fare delle analisi diverse.

Loredana de Michelis ha detto...

Ciao Ettore, il non-fiction è la vera salvezza del digitale, poiché si presta meglio al bisogno di consultazione e meno al feticismo del libro. Nei commenti precedenti trovi altre testimonianze di persone che stanno vendendo manuali digitali con successo. C'è da dire che questo vale anche per il cartaceo: se il romanzo di un esordiente, pubblicato anche da un grosso editore, può contare su una media di 1000 vendite prima di sparire dal mercato, un manuale ha vita più lunga e arriva facilmente a 10.000 copie. Vado a leggermi le tue brevi lezioni di tecnologia: sa Dio quanto ho bisogno di capirci qualcosa. Ciao

Nora Castelli ha detto...

Bellissio articolo! Davvero brillante complimenti!
Ero indecisa se provare una pubblicazione su Amazon, ma ora non sono più sicura che sia una grandissima idea.

Emi Mami Creations ha detto...

Analisi interessante! Mi piace molto anche il tono e il ritmo utilizzato. Però spero in qualcosa di buono e ho deciso di imbarcarmi comunque in questa nuova avventura. Il coraggio forse sta avendo la meglio sulla paura. Alla fine mettere on line o tenere una storia rinchiusa sotto chiave ci sia la differenza di lasciare vivere personaggi a cui voglio proprio bene. E poi saltare gli editori, significa basta giudizi e nepotismi, raccomandazioni, sfiducia e soprattuto libertà!

FedericoCalafati ha detto...

Io sono autopubblicato da circa un anno e mezzo, tramite amazon kdp, e la mia esperienza è stata ottima. Il mio secondo libro ha venduto circa 10.000 copie, cosa che secondo me con il cartaceo sarebbe stata praticamente impossibile!
L'autopubblicazione secondo me ha dei punti di forza non sottovalutabili, come la possibilità di scegliere tutto del libro, e la facoltà di poter verificare quanto si sta vendendo in tempo reale( almeno su amazon!)
Comunque ciò non toglie che sia difficile emergere, visto che su amazon la competizione è tanta... Può essere utile acquistare dei servizi pubblicitari se da soli non si ottengono risultati soddisfacenti! Io tramite le newsletter ad esempio rieaco ad aumentare le vendite in modo potente!
Vi lascio un link
https://loscrittoreimpenitente.wordpress.com/2015/06/08/servizi-editoriali-e-pubblicitari-per-scrittori-2/

Anonimo ha detto...

Grazie, mi hai dato un'idea su come affrontare questa cosa dell'auto pubblicazione: con ironia e senza prendersi troppo sul serio. Tu hai molta umanità ma non la sbandieri e i tuoi libri sono tutti molto originali e di ottima qualità. Non credete a quelli che si pubblicano e si inventano le vendite o si comprano le recensioni: se un libro vale resta sennò è solo una bolla di sapone.

Anonimo ha detto...

Ho pubblicato un un fumetto su amazon e in una settimana ho venduto 3 copie, poi si è fermato per 2 settimene. poi ne ho pubblicati altri 3 della stessa serie ma non ho più venduto niente. perchè?
Il fumetto è in inglese

Anonimo ha detto...

Ho letto ill libro su Londra: è fichissimo. Quella o quel demente che ti ha bullizzato si deve essere sentito/a male dall'inividia. Hai poi scoperto chi era?

Anonimo ha detto...

Ciao Loredana, sei simpaticissima, ho apprezzato il tuo umorismo inerente la tua peripezia sull'autopubblicazione di Amazon, anch'io mi sono chiesta come sia possibile che improvvisamente quando si decide per la promozione gratis di cinque giorni su Amazon, hai un aumento vertiginoso di vendite, ma prima di esso ti lasciavano inchiodato ai minimi storici.Ora, ho scritto qualche racconto breve di horror che si barcamenava non più di tanto in classifica, non ho tanti amici e non ho ne blog, ne facebook, ma in un paio di giorni ero,con mio stupore, balzata al numero uno della classifica bestseller gratuiti di Amazon. Dopo un primo momentaneo, devo ammetterlo, attimo di incredulità, ho pensato che le persone scaricano qualunque cosa quando è gratis indipendentemente se piace o no, quindi la cosa non mi ha entusiasmato più di tanto visto che non ho neanche una pur minima recensione. Detesto le recensioni comprate, e non le voglio da amici o parenti che non sarebbero obiettive. Continuerò a scrivere perchè mi piace farlo, e se avrò entusiasmato anche solo una piccola nicchia di lettori, ne sarà valsa la pena.

Davide Balesi ha detto...

Concordo su tutto. Comunque la non-finction vende molto bene in digitale, la finction secondo me rimane relegata al cartaceo.
Io vendo attraverso Amazon, Lulu e Narcissus e supero, mediamente, le 100 copie mensili.

Anonimo ha detto...

Complimenti a Loredana per questo ottimo post. Ho letto moltissimi commenti poi sono arrivato direttamente alla fine e ho letto quello di Davide il quale afferma (e ci credo) di vendere un centinaio di copie al mese di ebook tramite Amazon, Lulù e Narcissus. Ecco, vorrei sapere da lui come fa, e anche da altri evidentemente più esperti di me. Perché io ho pubblicato in self-publishing con una nota azienda italiana di cui taccio il nome per non creare antipaticissime polemiche sul web - dalle quali mi ritiro subito - perché anch'io ho scritto un romanzo pubblicato prima solo in cartaceo e da una decina di giorni anche in ebook. L'ho pubblicizzato in ogni modo: sui social agli amici, sui social a pagamento, su Google Adwords, che considero un ottimo mezzo, per mesi, ritrovandomi poi - così mi dicono - con la bellezza di solo 10 (dieci) copie vendute. Per gli ebook è presto per conoscere i risultati, ma visto che l'azienda in questione dice che quelli venduti direttamente dal suo sito vengono resocontati immediatamente (e l'ultima campagna l'ho indirizzata proprio sulla pagina di vendita dell'ebook di quel sito), dovrei già sapere qualcosa, invece niente, a parte la vendita di un ebook da uno store mai sentito prima, sul quale non avevo indirizzato nessuna campagna. Teniamo presente che questa benedetta azienda fornisce tutti gli store online, da quelli più conosciuti a quelli meno, compresi Amazon etc, etc.
C'è qualcosa che non mi quadra perché io personalmente so per certo che almeno i miei conoscenti che hanno acquistato il cartaceo sono certamente più di dieci, ne ho le prove certe. Ma magari le vendite agli altri miei amici che ancora non mi tornano (due o tre), magari me le resoconteranno tra qualche mese. Perché questi sono i loro tempi.
Mi chiedo: com'è che le aziende basano il loro commercio sulla pubblicità e io, che sono un piccolo privato, pur avendo buttato migliaia di euro nella pubblicità, pur avendo ottenuto migliaia e migliaia di clic sulle pagine, non ne ho venduto una copia (calcolando che le dieci resocontate sono quelle acquistate da coloro che conosco uno per uno?). Da questa esperienza non credo più alle statistiche, perché io pensavo che a fronte di migliaia di clic qualcuno facesse anche il clic in più, quello giusto.
Qualcuno può svelarmi i misteri della pubblicità? Qualcuno può svelarmi i misteri degli store che ti mettono tra i primi o quasi in classifica, perché nei fatti, magari hai venduto un libro? Qualcuno può svelarmi I misteri di questa azienda a cui mi sono rivolto, il cui nome inizia per y (vi prego non fate nomi)?
Grazie e ancora complimenti a Loredana :)

Loredana de Michelis ha detto...

Anonimo, mi dispiace. Come si faccia a vendere libri è la domanda che equivale a chiedere come si fa a vincere al casinò: ci sono delle indicazioni ma non garantiscono la riuscita. Il ultima analisi bisogna anche accettare l'idea che il libro non piaccia. Secondo me, comunque, non è con una casa editrice a pagamento (ho capito di quale parli, ma in generale funzionano tute allo stesso modo) o spendendo migliaia di euro in pubblicità che si ottiene qualcosa. Leggi bene il messaggio di Davide: sta parlando di non-fiction. Sono d'accordo con lui, anche se persino in questo settore temo che durerà poco, vista la moda dilagante di copiare i manuali altrui in modo spudorato: sono in causa per il plagio di un mio libro, Visotonic® (85% del testo copiato alla lettera) che è pubblicato da un editore regolare. Anche in questo caso, paradossalmente, se l'avessi pubblicato per conto mio (senza editori di sorta) adesso sarebbe molto più agevole difenderlo legalmente. Come vedi, è un settore complesso, dove scrivere è solo l'inizio del lavoro.

Loredana de Michelis ha detto...

Ah, anonimo, volevo informarti su una cosa che ha lasciato stupita anche me, ma questi sono i tempi che evolvono: anch'io mi ricordo di lezioni di marketing del 1990 in cui si parlava di un closing del 10% (su 100 pubblicità 10 acquisti). Poi però c'è stato il bombardamento di internet, la pubblicità costa meno ma ho letto recentemente che il closing si è ridotto allo 0,001% e anche meno.

Ettore Accenti ha detto...

Evidentemente per i non fiction il discorso è diverso. Non ho speso un cent in pubblicità ed il mio risultato degli ultimi 90 gg lo si vede in questo diagramma:
https://drive.google.com/file/d/0BwrFC4vGLvFRVGlPNURGWnJLNHM/view?usp=sharing

Auguri. Ettore Accenti

Anonimo ha detto...

Ciao Loredana, grazie per le risposte. Il fatto che il libro non piaccia non l'ho messo in ultima analisi, ma addirittura in prima analisi, se è per quello. Ma per non piacere un libro, prima, logica vorrebbe che venisse anche letto. Detto questo, non ti racconto che a quei pochi "fortunati" che l'hanno letto è piaciuto molto perché è abbastanza normale che i conoscenti dicano sempre che è bello perché sanno che è quello che ti aspetti, ma ti dico che da me è comunque percepito come un successo personale, ma non solo da me, ma da tutti quelli che mi conoscono sia nella vita sociale che nella vita virtuale (il web, che sono anni e anni che frequento e nel quale ho una certa, diciamo, popolarità, a causa o per merito dei miei blog decennali). Sarà anche perché l'ho pubblicizzato con Adwords per mesi e mesi, come ti ho detto prima, sul web e quindi su siti di giornali importanti, che a furia di dai e dai, magari la gente non ha comprato il libro, ma il titolo per forza di cose è rimasto impresso a causa del bombardamento pubblicitario.
Cosa dici, devo accontentarmi di questo "successo virtuale" che viene percepito? (Poi se credi, in separata sede, ti dico di quale libro si tratta). Grazie ancora e un caro saluto a te.

Loredana de Michelis ha detto...

Bravo Ettore! Volevo mettere anch'io un grafico nel commento ma non sapevo come fare (non che abbia capito come hai fatto ma adesso studio). Grazie per averlo messo pubblico: è interessante il grafico dei prestiti soprattutto, che mi fa capire dove virano gli interessi di quella fetta di lettori. @Anonimo a volte è proprio questione di titolo, argomento, addirittura copertina: il libro più bello che ho scritto io, secondo me, è Naxos Song, ed è quello che vende di meno. La copertina (self made) è la mia preferita. Ho chiesto ai conoscenti cosa ne pensassero della copertina e sono tutti unanimi nel dirmi che è bella ma fa sembrare il libro piatto e noioso, La cambierò e vi farò sapere se c'è qualche differenza. Nelle "lettere di Londra" il cambio di copertina e l'introduzione (leggibile nel preview) hanno fatto una differenza enorme. Senza dimenticare la sinossi. Se vuoi farmi o farCI sapere il titolo del tuo libro gli si può dare un'occhiata e più che dirti cosa se ne pensa, cercare di darti qualche idea utile, senza pretesa di avere ragione. A me piacerebbe avere un gruppo neutrale di persone di riferimento che criticano (anche in negativo) ma costruttivamente. Se qualcuno ha idea di come fare per costituirlo mi contatti pure. Grazie a ancora grazie a tutti coloro che contribuiscono a questo post con i commenti: ho imparato veramente tanto. E lasciatemi l'orgoglio di vantare questo record rarissimo: non ho MAI eliminato un solo commento a questo post che non fosse di spam e sono TUTTI interessanti, educati, costruttivi, centrati. Alè alè alè.

Ettore Accenti ha detto...

Loredana, il mio link collega al cloud di Google. Vai in https://drive.google.com apriti il tuo cloud, lì metti i tuoi file e poi stabilisci con chi condividerli (io li condivido con chi riceve il link), giocaci un po' per impararlo ma poi è comodissimo.Per pubblicare eBook, dalla mia modesta analisi, posso dire che per i non fiction dipende molto dal soggetto, ne ho le prove, per gli altri o si è già noti o il contenuto ha importanza relativa all'inizio ... credo che tu abbia ragione che valga di più il titolo e la copertina: poi, per mantenersi, ovviamente il contenuto diventa fondamentale.

Anonimo ha detto...

Inserisco qui di seguito (per la trasparenza della discussione) il testo della mail inviata a Loredana, naturalmente, qui, ho tolto tutti i nomi e i riferimenti, per ovvii motivi.

Ciao Loredana,
ti rinnovo i miei complimenti per il post e sicuramente per gli altri tuoi scritti che posso immaginare senz’altro interessanti e piacevoli.
Non intendo scrivere in pubblico il mio nome né il titolo del libro perché non vorrei far sapere a chi lo ‘percepisce’ come un successo che al momento ne risultano vendute solo dieci copie. Immagino tu mi capisca.
Ti indico il link del mio sito (fatto apposta per questo libro) pregandoti di farmi sapere cosa ne pensi della copertina e della presentazione. Nel sito troverai anche il modo di leggerne trenta pagine tramite ------- sul quale sito l’ho messo anche in vendita, ma a -------- sono dei gran pacciugoni inaffidabili.
La piattaforma a cui l’ho affidato in effetti è la -------, ma sono inaffidabili anche loro e sinceramente non mi fido del numero di copie che dichiarano di aver venduto. Penso piuttosto che non siano in grado di evadere un’eventuale punta di richieste, come confermatomi anche dalla libreria --------- di ------ che mi ha confermato di aver inviato un messaggio di “libro irreperibile” ad un mio amico che l’aveva ordinato presso di loro (nonostante sia in vendita anche da --------).

Mio sito: ---------

Sito ----------

P.S
Ti scrivo qui di seguito anche la quarta di copertina: (omissis)

Per meglio individuarmi nella discussione mi indico come "Anonimox"

Cari saluti.
Anonimox

Loredana de Michelis ha detto...

@Ettore grazie mille. @Anonimox (bello, sembra un personaggio di Asterix) spero la risposta sia servita, leggi anche cosa scrive Ettore qui sopra. Ribadisco: per fare uno studio di mercato e sulle presentazioni vincenti (copertina inclusa) credo che i primi 20 di Amazon ( o altro grosso store) in ogni singola categoria, siano un buon esempio.

Ettore Accenti ha detto...

Piccolo contributo sui misteri delle vendite di eBook. Da alcuni mesi sono in gara con mia moglie ed ecco in grande sintesi il risultato. Lei tratta di cucina in italiano ed inglese (impara a cucinare e Learn to cook) e messo il suo primo in inglese gratuitamente ne hanno scaricati 500 in USA e decine in UK, Messico, Giappone, ecc. ecc. Messo a pagamento, risultato ZERO! Di quello italiano gratuito ne sono stati scaricati alcune decine e poi a pagamento solo alcune unità al mese. Per farla breve, dei miei sulle tecnologie gratuiti se ne scaricano pochi ma a pagamento praticamente quantità analoghe sia in Italia sia all’estero. Mia voglie sta vincendo la gara con 10 a 1 sui gratuiti, io la sto vincendo 10 a 1 su quelli a pagamento eh, eh, eh … lei dice che chiaramente i patiti di tecnologia sono matti come me e buttano i loro soldi! … a voi la conclusione.

Anonimo ha detto...

Ok, grazie mille a Loredana per i consigli in mail e anche a Ettore per averci raccontato la sua esperienza.
Anonimox

Ettore Accenti ha detto...

La storia si ripete: ieri Ott 23 messa gratis la quarta versione inglese di mia moglie (learn to cook 4) all'estero ne hanno tirati giù subito 51 ... ma poi nessuno li compra. I miei gratis in inglese li tirano giù in pochissimi .... e non li comprano, però le versioni italiane le vendo 10 ad uno rispetto mia moglie. Che pubblicandoli in inglese su amazon.it sia il motivo della mancata vendita all'estero? ... eppure interessano vista la quantità dei gratuiti scaricati. Sarebbe interessante capire.
Qui la statistica di ieri:
https://drive.google.com/file/d/0BwrFC4vGLvFRVGlPNURGWnJLNHM/view?usp=sharing

Loredana de Michelis ha detto...

@Ettore, da quel che ho capito io (ma è sempre relativo) se apri un account su Amazon come publisher in Italia, i tuoi libri, anche in cinese, saranno sempre venduti dalla sezione Amazon.it per questioni di contabilità interne e tasse. Anch'io credo che questo sia uno svantaggio ed è così anche per i miei in inglese. Non so come ovviare. Credo che i manuali di cucina si prestino parecchio alla consultazione al volo, come un blog e quindi non siano acquistati per questo. Il tuo argomento avrà un'altra utenza, più tecnica e meno compulsiva. Immagino. Mah. Per i testi in inglese e anche quelli gratuiti potresti valutare Smashwords, ho appena pubblicato un post su quello.

Ettore Accenti ha detto...

Grazie Loredana. E' certamente così, hai risolto un mio rompicapo. Anche i miei in inglese venivano solo scaricati gratuitamente! ... brava!Proverò Smashwords!

Anonimo ha detto...

Grazie per le info ma dovresti fare un post dove spieghi come si fa a diventare bravi a scrivere come te.

Mario Micolucci ha detto...

Recentemente ho auto-pubblicato il mio primo romanzo fantasy e tutto ciò che è avvenuto dopo mi sembrava un film già visto... ma perché? Ma certo: tempo addietro avevo letto questo articolo. Le cose vanno esattamente così.

Loredana de Michelis ha detto...

Non so se è una lieta constatazione oppure no, ma felicitazioni per la pubblicazione in ogni caso :)

malvasy ha detto...

Ciao. Io l'anno scorso ho auto pubblicato su Amazon il mio primo ebook fantasy, dopo circa una trentina di recensioni positive (24 a 5 stelle e 3 a 4 stelle) mi arriva la stangata a una stella. C'era stata la promozione gratuita che mi ha prodotto oltre 300 download, sono arrivate le recensioni e qualcuno ha cominciato a comprarlo. Questo mi ha portato a salire in classifica. Ora ciò che mi avevano spiegato alcuni autori che conosco è che quando sali in classifica può succedere che a qualcuno non gli stia bene e paghino recensori a lasciare recensioni negative, possibilmente letali.
Poi c'è un altro discorso. La guerra tra i recensori. Sì perchè c'è anche una classifica dei recensori. Più stai su in classifica, più Amazon ti prende in considerazione per recensire prodotti che ti farà avere gratuitamente. La classifica dei recensori non si basa tanto sul numero delle recensioni, ma sulla loro utilità. Quindi più viene cliccato il tasto "utile" più sali nella classifica. Il Tasto inutile ti fa scendere. Ed ecco che si apre la guerra dei recensori e cioè che ognuno tasta negativamente le recensioni altrui e questo succede soprattutto tra i top recensori. Proprio alcuni giorni fa un recensore mi contatta tramite mail e mi dice che ha eliminato la sua recensione perchè l'avevano tempestata di "non utile" ed era sceso nella classifica.
Questa è la realtà, Amazon è divenuto un campo di battaglia e ultimamente sta sfarfallando un po'. Avevo chiesto di indagare sulla recensione negativa che sembrava falsa senza neanche leggerla, non solo non hanno fatto niente, ma mi hanno eliminato ben 5 recensioni positive che non ha ritenuto veritiere. Ho addirittura scoperto che uno di loro era mio parente e io non sapevo che esistesse. Possiamo quindi utilizzare Amazon per ricercare parenti di cui ignoriamo l'esistenza :D

Roberto ha detto...

Io ho utilizzato questo servizio www.tecnograficarossi.it e mi sono trovato bene, più che altro perché la ditta è anche casa editrice quindi ti dà la possibilità di avere il codice ISBN e non è poco se vuoi vendere il libro in determinati canali (come ho fatto) o partecipare a concorsi letterari. Saluti

Roberto

Anonimo ha detto...

TESTIMONIANZA: UN PATTO CON IL DIAVOLO
Il mio nome è Nathalie.Sono nato da padre francese e madre italiana.
Ammetto che 5 anni fa vivevo in strada in Francia, perché i miei genitori sono morti in un incidente d'auto. E dopo la morte dei miei genitori mi sono riferito dal mio titolare, perché faccio fatica a pagare l'affitto. Ho vissuto per 3 anni per le strade di Parigi in Francia. E come io sono una ragazza curiosa. Ho iniziato a fare ricerca su Facebook e Google per essere in grado di fare il patto con il diavolo per avere successo nella mia vita.
Grazie a dio mi sono imbattuto sul leader supremo, KINHA, che ha aiutato molte persone avere successo nella loro vita. L'ho contattato e mi ha aiutato troppo. e ' stata una settimana di rito e la settimana seguente, una somma di un valore di 100.000 euro, è stato depositato al mio account mi aiuti a iniziare la mia attività.Sono molto felice oggi, con mio marito che ha anche fatto il patto e i miei figli.Attualmente vive a Miami e abbiamo supermercati, casa, noleggio, auto, case sul bordo del mare, ecc.........
Sono contenta perché la mia vita è cambiata. Io sono un esempio per chi crede nel diavolo e la spiritualità. il diavolo esiste davvero e se si vuole fare il patto con lui, è necessario di contattare il capo supremo, KINHA su questo indirizzo : grandpretrekinha@gmail.com

Loredana de Michelis ha detto...

Nathalie, io gli scrivo, al tuo Kinha. Vedi mai che riesca a farmi rispondere da Amazon circa un quesito che fino ad ora ha soltanto collezionato risposte automatiche. Solo una domanda, la mail: sicura che sia grand pretRe kinha? E Kinha, come lo pronuncio, per non farmi subito la figura dell'ignorante miscredente? Non ho capito dove abiti: se nel supermercato, nella casa e nell'auto a noleggio o sul bordo del mare.

weirde ha detto...

Post veramente molto interessante ed esatto. I lettori di ebook in Italia sono pochi, e ancora meno quelli disposti a spendere più di 0,99 euro per un ebook. Tutto qui. Chi ha amici digitalmente avanzati parte avvantaggiato. Io ho pubblicato un ebook con una casa editrice piuttosto famosa, ma essendo solo ebook e avendo un certo prezzo, ben 3,49 vende veramente pochissimo su Amazon. E naturalmente la casa editrice non è disposta ad abbassarne il prezzo.

Loredana de Michelis ha detto...

@Weirde, per quel che può valere, è oramai opinione comune nell'ambiente degli ebookettari che il prezzo abbia un'importanza molto relativa: conta di più l'argomento e la credibilità dell'autore. È vero, a 0,99 forse fino a qualche tempo fa si vendeva qualcosa di più, ma non era una differenza rilevante, soprattutto in Italia. Il prezzo del tuo ebook è già molto basso. La casa editrice, come tale, dovrebbe fare il suo mestiere e cioè pubblicizzarlo, e tanto. Se non lo fa, qualunque sia il suo nome, non è una casa editrice seria, secondo me.

Guido Mura ha detto...

Divertente e utile il tuo post, cara Loredana. La mia opinione è che si possa ancora scrivere manualistica e, in parte, saggistica. La letteratura è in via di estinzione. I lettori apprezzano solamente polizieschi, saghe fantasy e librettini umoristici scritti con uno stile brillante come il tuo. Gli e-book, per essere scaricati, devono essere gratuiti (poi naturalmente quasi nessuno li legge). Gli editori, dal canto loro, pubblicano quasi esclusivamente romanzi rosa o gialli e l'attuale stile di scrittura consiste principalmente nell'inserire almeno una parolaccia per riga, cosa che purtroppo non mi posso permettere. Inoltre, lo scrittore deve essere giovane e belloccio/a, nonché telegenico/a. Malgrado questo, un autore non più giovane come me, passato dagli articoli di storia della letteratura alla narrativa, continua a scrivere, nel tentativo di inventare storie che qualcuno, magari, avrà ancora voglia di leggere tra dieci anni.

Loredana de Michelis ha detto...

Si Guido, l'editoria italiana assomiglia molto a quella di paesi meno sviluppati e predilige contenuti popolari usa e getta, sui quali negli anni ha educato il pubblico, sia in letteratura sia in altre forme di intrattenimento, come in musica e cinema. Mentre altri paesi si evolvono culturalmente e anche in fretta, qui c'è un'involuzione in corso. Però lettori di maggiore qualità ancora esistono, altrimenti gente come la Tart o Franzen non verrebbe tradotta. Tu continua a scrivere e apporta qualità alla letteratura digitale: è l'unico modo per fare qualcosa in questa situazione, credo. Ciao

Antonio ha detto...

Posso farti una domanda, semplice semplice...sto pensando di pubblicare un mio romanzo con Amazon. La domanda è questa: in caso di pubblicazione cartacea, i costi di stampa di amazon vengono conteggiati nel prezzo complessivo, al netto delle royalty assegnate? Insomma, non hai spese di stampa? Grazie per la risposta!

Loredana de Michelis ha detto...

Si Antonio, credo che funzioni così. Cioè è un print on demand: il tuo libro risulta disponibile all'acquisto, quando qualcuno lo ordina, viene velocemente stampato nella singola copia ordinata e spedito. Dal prezzo di acquisto sono sottratte le spese di stampa di Amazon (che sono il doppio di quelle di un tipografo), la percentuale di Amazon in quanto rivenditore etc. Quindi tu non anticipi nulla.

Anonimo ha detto...

Scusatemi, sono nuovo e vorrei pubblicare un mio libro ... ebook. Sono entrato nel sito Amazon mi sono iscritto (account) ed ho visto che bisogna compilare un modulo 1042-s, con la firma digitale o scaricare il modulo e inviare il tutto (firmato chiaramente) in USA) .Io ho firmato ed ho inviato. Vi chiedo : Dopo quanto tempo arriva la risposta?, Posso iniziare ad inserire il file in Word e la copertina.?....
Grazie

Anonimo ha detto...

ciao Loredana,
non so se ti interessano ancora commenti a questo post che ho letto con molto interesse...
Io sono un lettore di e-book, nel senso che da un paio di anni ho scelto scientemente di non comprare più niente di cartaceo: né libri né riviste, e cerco anche di evitare lettere, raccomandate, bollette cartacee e quant'altro. Non pretendo di essere rappresentativo della categoria, raramente sono rappresentativo, ma qualche informazione sulla prospettiva del lettore magari la puoi ricavare.
Non sono un grande lettore di narrativa, perché il tempo è poco e devo leggere molto anche per lavoro. Diciamo una decina di romanzi all'anno. Il tuo post mi ha fatto chiedere: "Ma io, come scelgo i romanzi?". Risposta:
- best-seller di cui sento variamente parlare, e che compro come e-book anziché come caraceo; le classifiche dei best-seller dei siti come Amazon e IBS sinceramente non le capisco, mi riferisco a quelle di riviste, giornali, ecc.
- autori che seguo, e di cui compro un e-book anziché il cartaceo quando esce qualcosa di nuovo
- libri che vedo in una libreria o anche all'autogrill, e di cui compro però l'e-book
- suggerimenti di amici e conoscenti
- libri che mi vengono proposti da Amazon come "simili" a qualcosa che ho comprato, e che leggendo la sinossi mi sembrano interessanti
- libri che cerco direttamente su Amazon, seguendo alcune regole di cui poi ti dico; di questi ne leggerò un paio all'anno, forse.
Vedi bene che l'unico spazio per il romanzo autopubblicato è nelle ultime due catergorie, ovvero e-book e autopubblicato sono due cose molto diverse. Il fatto che io legga e-book non mi rende necessariamente più aperto a spendere in libri che, da un punto di vista strettamente statistico, hanno una buona probabilità di non valere il loro prezzo. I criteri che seguo non mi sembrano molto diversi da quelli che seguivo per il cartaceo, e che quindi privilegiano un libro con una buona promozione.
Riguardo quindi a come mi potrebbe finire per le mani un libro autoprodotto, sarebbe interessante capire come funziona il meccanismo del "simile a...", magari è solo "stesso genere, buona posizione in classifica".
Per quanto riguarda i criteri per l'ultima categoria:
- non compro e-book che costino più di tre euro, perché considerando la differenza di costi di produzione e distribuzione e quanto penso vada all'autore (ma magari mi sbaglio), mi sembra un prezzo adeguato; questo naturalmente a meno di star cercando un titolo specifico, in quel caso pago quello che costa
- cerco libri con una media alta di recensioni e un buon numero di recensioni (aleno dalla ventina in su), perché c'è così tanta roba che da qualche parte devo partire a sfoltire, già così Amazon al momento mi propone circa 90.000 titoli con almeno quattro stelle... in questo naturalmente, il tuo post mi sconforta alquanto ;)
- do un'occhiata alle recensioni buone, e leggo quelle pessime, perché sono abituato ai siti di e-commerce, dove dalle recensioni buone si impara poco e da quelle cattive molto; questo potrebbe spiegare perché qualcuno scrive recensioni buone con due stelle ;)
- poi comincia la scrematura leggendo titoli e sinossi e guardando le copertine, devo dire che probabilmente una copertina dall'aspetto poco professionale mi fa pensare che dentro ci sia un libro poco professionale... quindi sì, giudico il libro (anche) dalla copertina ;)
Alla fine di questa fatica, prendo il primo che mi convince, quindi "il secondo" non lo vedo neanche.
Scarico libri gratuiti e fra questi cerco quelli che mi ispirano.
Devo dire che raramente scrivo recensioni, il che in effetti è un errore, lo faccio spesso per altri acquisti online ma in generale per i libri no, non chiedermi perché. Dovrò rimediare.
Quindi, come vedi, alla fine è improbabile che il libro autoprodotto con poche vendite finisca nelle mie mani. Forse c'è una soglia che non hai mai superato, e in realtà i lettori di e-book esistono, ma li scopri solo oltre quella soglia.

Loredana de Michelis ha detto...

Grazie per avermi regalato pensieri e energie. Sono felice che tu legga e-book, non solo per me, non solo per l'ecologia, ma anche per coloro che hanno accesso alla lettura da poco tempo e solo grazie al digitale: parlo di chi vive in paesi poveri e in clima tropicale. La carta là marcisce subito, nessuno vende libri, la luce sul comodino per leggere la sera non c'è e Amazon non consegna. Circa un miliardo di persone, che, per quanto a noi possa sembrare strano, hanno tutte in qualche modo uno smartphone, ma non la carta igienica. Se adesso possono usare questo smartphone anche per leggere è solo grazie a quelli come te, che aiutano un mercato prima inesistente. Detto questo, chi si autopubblica, ma anche chi pubblica con case editrici più che valide in certi casi, non è pubblicizzato, e di conseguenza non è recensito, come invece accade per gli autori di testi e case editrici più commerciali. A volte è un bene, altre volte è ingiusto. La lista di cose che tu fai per scegliere un libro è un po' anche la mia, e credo quella di tanti. Forse posso darti un suggerimento per quanto riguarda la selezione di autori che si autopubblicano: se trovi un titolo indie e non sai se compralo o meno, controlla se l'autore ha un blog (se non è proprio uno sprovveduto, sa scrivere e ha idee, ne ha almeno uno, perché è il suo unico modo per farsi conoscere). Una scorsa ai suoi post e puoi farti un'idea di stile, argomenti, capacità e originalità. Ciò non garantisce che il libro poi non risulti essere una fetecchia, ma questo vale anche per i libri pubblicizzati e consigliati. Sull'esiguo numero di lettori di e-book in Italia, purtroppo non si tratta di una mia svista megalomane: le statistiche parlano chiaro. Per parlare ancora più chiaro, ti dirò che io ho due libri pubblicati con due editori di tutto rispetto (Macro e Castelvecchi-Ultra) che la versione digitale proprio non la vogliono fare, almeno fino a quando riusciranno a vendere quella cartacea. Quando e se questi due libri usciranno in versione digitale non saranno più una novità, e a nessuno interesserà scriverci un articolo sopra. Quello di Macro Edizioni è una traduzione ed è il più venduto della categoria da 1 anno. Però niente ebook: misteri delle politiche editoriali. Quindi io non insisterò affinché tu legga e-book di sconosciuti: sono già molto contenta del fatto che tu sia passato al digitale nonostante sia osteggiato in diversi modi (i prezzi a volte sono superiori al prezzo del cartaceo, come avrai notato, e non è colpa dell'autore) e che tu abbia letto questo mio post. Grazie davvero.

Fabiola Dessì ha detto...

Ciao Loredana, bellissimo articolo e interessantissimi i commenti. Anche io sono una autrice indie, ho autoprodotto e pubblicato il mio libro di ricette vegetariane e vegane in cartaceo ed ora mi sto preparando per il lancio dell'ebook. Ne ho stampati 1075 per abbassare il costo di stampa. Trattandosi di un libro di 256 a colori le prime 75 le ho pagate 13,50€ a copia, prezzo di copertina €20.000. Gli store, escluso Amazon, hanno applicato da subito il 15% di sconto, il 50% del prezzo di copertina è per il venditore, praticamente ci ho rimesso. Da quì la scelta di stamparne 1000 che ora fatico a vendere. Ne ho venduti circa 500 di cui 20 con Amazon i primi 15 quasi uno al giorno poi di colpo il vuoto... nonostante la pubblicità su facebook vita natural durante ma, devo dirlo, indirizzata al mio sito, collegato, a sua volta, ad un altro store. Ora la mia preoccupazione più grande è far fuori il cartaceo perchè ho paura che si rovini, lo tengo in una cantina (per problemi di spazio) ed per ciò ho iniziato la mia ricerca su come fargli uscire il più velocemente possibile, -oltre al desiderio di rientrare almeno dalle spese- e come impostare il mio marketing. Soprattutto come dirottare le risorse economiche per la pubblicità e devo dire che con questo post e successivi commenti ho imparato veramente tanto. Di una cosa però non ho letto nulla o forse mi è sfuggita: ma la pubblicità su Amazon è valida? Io l'ho richiesta ma mi è stato detto che è disponibile solo per i venditori Pro (professionali) io al momento, dato che mi occupo anche di altro, e dietro consiglio del mio commercialista, mi sono iscritta come venditore occasionale (mi sa tanto che questo mi blocca energeticamente). Se avessi notizie in merito, magari evito di buttare soldi e denaro. L'altra domanda è se il cartaceo e l'ebook posso essere nella stessa scheda prodotto e, dunque, avere le stesse recensioni e di conseguenza la stessa scalata verso i piani alti? Infine le copie in omaggio o a 0,99€ si possono vendere anche per il cartaceo? Scusami se ti ho fatto troppe domande ma non so dove andare a parare, tutti i sedicenti formatori chiedono costi altissimi con risultati incerti. Grazie davvero, ritengo di essere stata fortunata ad averti incontrata nel web...Fabiola

Loredana de Michelis ha detto...

Ciao Fabiola, non ho mai fatto pubblicità su Amazon e non me ne sono mai occupata, quindi non so risponderti a riguardo. Ebook e cartaceo con lo stesso titolo hanno le stesse recensioni su Amazon ma sono inseriti in classifiche diverse (puoi verificarlo cliccando alternativamente sulle due versioni di un libro su Amazon). Non so se ci sia un prezzo minimo per il cartaceo, forse no. Basta provare a inserire il prezzo e vedere se viene accettato nel modulo. Mille copie stampate sono veramente tante: un normale piccolo editore ne stampa solitamente 500. Delle stampe dei miei libri si occupano gli editori e quindi non conosco i prezzi per una stampa "privata", ma credo che 13,5 a copia sia un prezzo molto esagerato anche per le prime 75: prova a fare una simulazione con alcuni stampatori online. Ho provato qualche volta a pubblicizzare un libro su Facebook (con pochissimi euro, 5, tipo) e direi che i risultati, anche di sole visualizzazioni, sono nulli. Visto il genere del tuo libro, io proverei 1) a contattare persone che girano con il loro stand le numerose fiere sul cibo alternativo, vegano e vegetariano e proporre loro il tuo prodotto da rivendere. Se gli fai un buon prezzo non è difficile che accettino. 2) omaggerei il libro ai numerosi blogger che si occupano di cibo vegano e vegetariano chiedendo in cambio un loro post che recensisce il libro. Questi miei suggerimenti non sono basati sull'esperienza, io come marketer sono una ciofeca totale, quindi prendili con le pinze. Magari qui c'è qualcuno che legge, se ne intende di più e ci regala a sua volta un pensiero, chissà. Non tutti i libri sono uguali: secondo me ha senso pubblicare indie un libro di nicchia o dal soggetto poco smerciabile. Un libro di ricette credo che potrebbe facilmente trovare un editore, che si fa carico di tutte le spese di stampa e distribuzione. In bocca al lupo!

Fabiola Dessì ha detto...

Grazie per le risposte, molto gentile! Prenderò atto dei tuoi consigli!
Le simulazioni le ho fatte su diverse tipografie, infatti ho stampato su due differenti. Mi sono sentita "quasi costretta" a stamparne 1000 perchè la differenza di costi era minima e così ho sicuramente spuntato un ottimo prezzo (si può fare di meglio superando le 2500 copia). Non mi sono rivolta ad una casa editirice perchè tanto devi pagare lo stesso (diversi miei amici scrittori lo hanno fatto) e poi perchè c'è stato dietro un lavoro lunghissimo di 2 anni e mezzo: ho sviluppato tutto io il lavoro dai testi, ai piatti -cucinati e fotografati- nonchè la formattazione e tutto ciò che ruota intorno ad un libro, lasciando solo la parte dell'editing ad una figura esterna e perciò in questo modo da indie forse tali sforzi verranno ripagati, almeno me lo auguro! Buona vita a tutti!

Loredana de Michelis ha detto...

Ciao Fabiola, con gli editori veri non si paga nulla. Io pubblico con Amrita, Ultra, Macro Edizioni e non pago proprio niente, spedisco il file word e fanno tutto loro. Qualche volta ottengo anche un anticipo sui diritti. Ci sono due tipi di editori: quelli che valutano la tua opera e che, se la scelgono, la pubblicano a loro spese, e quelli che si fingono editori e pubblicano qualunque cosa, anche un libro dalle pagine vuote, a patto che li si paghi. Questi ultimi si muovono in una zona grigia che sfrutta l'assenza di una definizione legislativa precisa, che distingua i due ruoli.
Scriverò un post dedicato a questo argomento perché vedo che c'è ancora tanta confusione. Buona vita a te!

Vico ha detto...

Un post davvero molto interessante, grazie. Decisamente più utile di tanti altri articoli sul web apparentemente più autorevoli.

Anonimo ha detto...

Giusto per rompere i maroni ad Amazon ho messo tre stellette su amazon al tuo ebook sul metodo bates.
Ciao e buona fortuna.
Adriana Riu

Kempes Astolfi ha detto...

C'è sempre da imparare. Ci sono sempre nuovi punti di vista. Pur vero che il self publishing è una giungla ma...ci aspettiamo che indaghi, che scovi i case history più interessanti che possono raccontare: 'Io ce l'ho fatta, ho venduto e continuo a fare numeri importanti', sia in Italia che all'estero!
E se non fosse un'intervista magari una ricerca visto i tuoi trascorsi anglofoni!
Ultima riflessione: "Ma se decidessi di farlo, chiederei a un comune tipografo: un libro di 100 pagine con la copertina a 4 colori costa solitamente 1,5 euro a copia."
Dipende dalla carta, dallo spessore/grammatura, dal tipo di cover, e tanti altri piccoli dettagli. Anche stampare un libro è un Arte, e se deve essere fatta, anche questa cosa va fatta bene; e potrebbe costare anche più di 1,5 euro a copia. Poi, se ti accontenti della mediocrità... beh quella è servita su un piatto d'argento. Alla portata di tutti, e non solo nell'editoria.